L'Università di Almeria (UAL) è al timone del progetto SABANA, che mira ad ottenere nuovi biofertilizzanti e biopesticidi come alternativa ai prodotti chimici attualmente utilizzati in agricoltura. L'attenzione è tutta rivolta alle microalghe, che potrebbero contribuire a migliorare sia la sostenibilità che la redditività del settore agricolo.

E' quanto riportato da UAL in una nota dopo una riunione di lavoro che ha contato la partecipazione di 50 ricercatori provenienti da Germania, Ungheria, Belgio, Repubblica Ceca e Spagna. Organizzata nell'ambito di un'iniziativa che durerà quattro anni, si propone di istituire un centro di ricerca prestigioso a livello mondiale per lo sviluppo di biotecnologie delle microalghe.

Secondo la UAL, il progetto SABANA permetterà di ottenere frutta e verdura, oltre che un'acquacoltura più sicura per il consumatore e per l'ambiente. Il direttore del gruppo di ricerca di biotecnologie marine delle microalghe, Emilio Molina, ha spiegato che l'impianto di dimostrazione con le tecnologie sviluppate avrà la capacità di produrre fino a 300 ton di microalghe e sottoprodotti all'anno, che saranno valutati per l'introduzione in diversi mercati.

Il progetto prevede anche la realizzazione di un centro di ricerca e sviluppo, che offrirà corsi a diversi livelli, nonché un servizio online per fornire l'accesso a tutte le informazioni generate durante il progetto.

L'UAL sta coordinando il progetto, con un budget di 10,6 milioni di euro e il sostegno di imprese e varie istituzioni. Il progetto SABANA è finanziato dall'Unione Europea nel quadro del programma "Blue Growth", che si concentra sull'uso sostenibile delle risorse marine.

Fonte: EFE