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Cia-Agricoltori a Bruxelles: ultima chance per riscrivere la PAC

Ultima chance per smontare e riscrivere la politica agricola comune (PAC) da sempre cardine dell'Unione europea. L'obiettivo: lanciare le linee guida per il post 2020 partendo dalla centralità di agricoltori e territorio e dai contenuti positivi che Bruxelles ha già messo sul tavolo con la proposta Omnibus.

Così la Cia-Agricoltori su iniziativa del suo presidente Dino Scanavino, ieri 6 dicembre a Bruxelles ha promosso una giornata di dibattito e confronto con i protagonisti della scena politica europea: dall'eurodeputato Paolo De Castro, coordinatore del gruppo S&D in commissione agricoltura a Giovanni La Via, presidente della commissione ambiente del Parlamento UE, dal Direttore generale della PAC all'Esecutivo Jerzy Plewa al presidente delle Organizzazioni agricole e cooperative dell'Ue (Copa e Cogeca) Pekka Pesonen.

Franco Sotte dell'Università Politecnica delle Marche ha presentato il rapporto su "La spesa PAC in Italia" per capire se i fondi della Politica agricola destinati all'Italia hanno portato reali benefici per lo sviluppo del settore, hanno favorito le condizioni degli imprenditori agricoli o innalzando redditi e produttività.

Il presidente Scanavino ha chiuso i lavori lanciando una nuova sfida: a quasi 60 anni dal Trattato di Roma, ragionare come se la PAC non fosse mai esistita, rifarne il perno dell'unificazione dell'UE prendendo atto che lo scenario è cambiato radicalmente.

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