Se lo confrontiamo con quello della sua sorella maggiore - la cipolla - l'andamento dello scalogno ha quasi del paradossale, quantomeno quello di produzione francese. La prima stenta, e anche parecchio, a spuntare prezzi al di sopra dei costi indipendentemente dall'origine; il secondo invece sta seguendo un altro, opposto trend.

Parliamo in questo caso di scalogno francese; dal paese d'oltralpe viene infatti la stragrande maggioranza dello scalogno commercializzato in Europa al di fuori di contratti di fornitura. Ebbene, vuoi per malattie vegetali, vuoi per le abbondanti precipitazioni che hanno colpito la principale area produttiva francese (la Bretagna), vuoi perché - riferiscono addetti nel settore - al netto di volumi produttivi abbastanza in linea con gli anni passati quest'anno c'è molto sovra-misura (leggasi prodotto da scartare, ndr), quest'anno il prodotto francese costa, anche parecchio.


Scalogno. (Foto d'archivio)


Il prezzo del prodotto made in France è partito alto fin dall'inizio di questa campagna 2016 dello scalogno: alcuni riferiscono anche di un 15% sopra alla media del passato. Quotazioni che non solo hanno retto, ma che sono addirittura aumentate fino ad oggi. Gli ultimi dati - riportatici da chi è nel settore - parlano anche di 1,10 euro/kg, valori molto superiori a quelli registrati in passato, quando viceversa i produttori lamentavano la scarsa remuneratività.

Per una valutazione di quanto lo scalogno francese sia costoso si pensi che negli anni passati, in media, in questo periodo lo stesso prodotto era commercializzato sui mercati a 80/85 eurocent/kg.

L'impressione è che questa corsa dei prezzi francesi non si arresterà a breve, e che anzi continuerà, quantomeno per il mese di dicembre. Stiamo infatti entrando nel mese di maggiore richiesta di questo particolare prodotto di nicchia.