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La cisgenesi rientra nel campo delle biotecnologie sostenibili

21 milioni per la ricerca: l'Italia prova a uscire dalla palude

La schizofrenia italiana a volte stupisce. Alcuni anni fa le Autorità (il Ministero) hanno bruciato anni di ricerca mettendo al rogo piante di actinidia ottenute mediante l'ingegneria genetica (cfr FreshPLaza del 31/10/2012). Pochi giorni fa lo stesso Mipaaf ha annunciato lo stanziamento di 21 milioni di euro per finanziare il Piano per lo sviluppo delle Biotecnologie sostenibili (compresa la cisgenetica) e quello per la crescita dell'Agricoltura di precisione in Italia in collegamento con Industria 4.0. L'annuncio è stato dato a Firenze, all'Accademia dei Georgofili.



Per quanto riguarda le biotecnologie, il piano ha una dotazione finanziaria di 21 milioni di euro e rappresenta il più importante progetto di ricerca pubblica fatto nel nostro Paese su una frontiera cruciale come il miglioramento genetico attraverso tecniche innovative e sostenibili.

Le colture coinvolte sono quelle che più caratterizzano il modello agricolo italiano, per puntare al miglioramento produttivo e all'aumento della resistenza delle piante alle malattie e al cambiamento climatico. In particolare, per il settore ortofrutticolo gli studi saranno dedicati a pomodoro, pesco, albicocco, agrumi, melanzana, melo, ciliegio.



Abbiamo raggiunto telefonicamente Davide Neri, direttore del CREA di Roma, il quale commenta che "La ricerca è già impostata e si avvale di laboratori già operativi. Nei prossimi tre anni saranno ottenuti risultati concreti. Al momento però tutto resterà confinato nei lavoratori e in ambienti chiusi".

Il Piano triennale prevede iniziative di ricerca in laboratorio, a legislazione vigente, con biotecnologie più moderne e sostenibili come il genome editing (CRISP-Cas9) e la cisgenesi. Questi strumenti possono consentire un miglioramento genetico senza alterare le caratterizzazioni produttive del sistema agroalimentare, aumentando le performance anche rispetto alla resistenza alle malattie.

Il ministro Maurizio Martina ha commentato che la tutela del reddito degli agricoltori passa prima di tutto dalla ricerca. "Per questo abbiamo deciso di investire nella ricerca pubblica sul fronte delle biotecnologie sostenibili e sull'agricoltura di precisione. Lavoriamo sulla frontiera più avanzata degli studi per rendere l'Italia sempre più protagonista nel proporre soluzioni nuove alla produzione alimentare. Non siamo all'anno zero, ma possiamo fare quel salto di qualità che renda sempre più competitive le nostre imprese".



I ricercatori italiani sono impegnati su queste frontiere, ma fino ad oggi non erano mai state investite risorse da parte del Governo per finanziare simili studi. Vengono così potenziati i filoni di ricerca già attivi e soprattutto avviati nuovi percorsi sulle colture più importanti.

"Con questi fondi – ha affermato Salvatore Parlato, commissario straordinario CREA – applicheremo tecniche innovative di miglioramento genetico, di recente definizione, ad alcune specie agrarie di specifico interesse per l'agroalimentare italiano, dall'ortofrutta ai cereali con l'obiettivo di incrementare in modo non invasivo la resistenza ai patogeni e il miglioramento della qualità dei prodotti. Inoltre investiremo molto anche nello sviluppo dell'agricoltura di precisione, per favorire e diffondere l'introduzione delle nuove tecnologie in agricoltura".

Speriamo che stavolta la tela di Penelope non venga disfatta la sera dopo.

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