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La patata di Formazza (VB), occasione di rilancio

"E' la miglior patata che conosco per fare gli gnocchi". Parola di Giovanni Guarda, l'agronomo veneto che anni fa diede il via alla riscoperta della patata di Formazza (provincia di Verbano-Cusio-Ossola, in Piemonte). Un tubero sul quale oggi la valle punta per la valorizzazione del territorio.

"Pomatt", questo il nome del progetto presentato stamani all'istituto agroforestale di Crodo che ha dato una grossa mano nella riscoperta della patata assieme all'associazione Oikos, che sta curando il marketing.

L'evento del 14 novembre al "Fobelli" è uno dei punti determinanti del percorso di valorizzazione dell'agro-biodiversità e della promozione dell'economia locale di Formazza. Una giornata che ha visto l'intervento di esperti e amministratori e conclusasi con la degustazione dei piatti dello chef Matteo Sormani, patron della locanda Walser Scthuba" di Riale.

Proprio il professor Giovanni Guarda ha ripercorso le tappe di quest'operazione di riscoperta della patata, che ha tre varietà: Formazza, Occhi rossi e Walser. Le ultime due geneticamente autoctone. Il progetto, curato dall'associazione Oikos, ha trovato il finanziamento da parte della Fondazione Cariplo. L'obiettivo è di sviluppare una rete di piccoli agricoltori interessati a valorizzare la patata della valle, un lavoro di recupero del territorio e di contrasto all'abbandono delle aree montane.

Il presidente della Provincia Stefano Costa, il presidente dell'Unione montana Bruno Stefanetti e il sindaco di Formazza, Bruna Papa, hanno ribadito l'importanza del progetto che rivalorizza una patata che aspira a diventare una eccellenza del territorio.

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