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Il grande business dell'avocado: la storia della californiana Calavo Growers

All'ultimo Super Bowl di quest'anno (7 febbraio 2016, finale del più importante campionato di football americano, NdR) sono stati consumati più avocado quanti mai prima. Una delle aziende che ne ha tratto maggior profitto è stata la Calavo Growers. Questo gigante americano ha realizzato un fatturato di 856,8 milioni di dollari, battendo tutti i record per la seconda volta di fila.

Era il lontano 1924 quando un gruppo di coltivatori di avocado si unì per fondare la California Avocado Growers Exchange: una cooperativa specializzata nella vendita di tale frutto. Si trattava, al tempo, di quantitativi dell'ordine di 68 tonnellate. Due anni dopo il nome cambiò in Calavo. Passarono altri dieci anni e l'azienda costruì il suo primo centro di imballaggio a Vernon, in California.

Guacamole
Nel 1931 l'assortimento venne ampliato con impianti di lime e con la produzione di olio di avocado, primo passo dell'azienda nell'ambito della trasformazione. Dieci anni dopo, il fatturato dei coltivatori superava già il milione di dollari. In questo periodo la Calavo era in possesso di 31 uffici di vendita sparsi in tutti gli Stati Uniti e, verso la fine degli anni '40, attuava un ampliamento dell'assortimento: si aggiunsero papaya, cocco, mango, kiwi, cachi e Nashi.

Gli anni '60 vennero caratterizzati da altre novità. La prima salsa Guacamole venduta con il nome di Avocado Dip. Si fecero progressi anche a livello internazionale e la Calavo si affacciò per la prima volta sul mercato giapponese. Per i suoi 50 anni, il fatturato raggiunse i 25 milioni di dollari, e venticinque anni dopo è aumentato incessantemente superando i 150 milioni. Nel 1997 viene aperto un nuovo centro di imballaggio a Uruapan, in Messico: gli avocado che passano da qui vengono esportati in Giappone, Europa e Canada.

Verso l'IPO
Fino a questo momento, il nucleo dell'azienda era rimasto una cooperativa senza scopo di lucro. Nel 2001 tutti i membri hanno votato in massa per abbandonare questa politica e la Calavo ha cominciato a trarre profitti: primo passo, questo, che le ha permesso di avviare la procedura di collocamento in Borsa l'anno successivo. Gli anni '80 sono stati celebrati con l'inaugurazione di un centro di imballaggio di oltre 90.000 metri quadrati sempre a Uruapan.

L'azienda introduce la produzione di una salsa Guacamole realizzata attraverso l'UHPP (Ultra-High Pressure Processing - trattamento sterilizzante degli alimenti ottenuto mediante altissima pressione) e sceglie di rifornirsi dalla Repubblica Domenicana. Il quantitativo di prodotto finale era a questo punto di 69.000 tonnellate annuali.

Nel 2005 la Calavo annuncia un investimento comune con l'azienda Limoneiro, una dei maggiori coltivatori di avocado. L'ufficio centrale dell'azienda viene trasferito al ranch della Limoneiro a Santa Paula, California. L'anno successivo tre nuovi centri di imballaggio vengono inaugurati in California, New Jersey e Texas. In questi centri si applica una moderna tecnica di selezione, in cui la frutta è smistata per grado di maturazione. La tecnica si attua mediante l'AFS (Acoustic Firmness Sorting): onde sonore vengono usate per calcolare la durezza dell'avocado.

Negli anni a venire l'azienda si allontana ulteriormente dal confine del settore ortofrutticolo, introducendo le Tortilla chips e collaborando con un produttore di salse e un'impresa di lavorazione.

Un'azienda da record
La capacità dell'azienda viene estesa considerevolmente con il potenziamento del centro di imballaggio in Messico. Dal 2012 questo centro riesce a gestire 2.721 tonnellate di avocado a settimana. La crescita continua che la Calavo sta vivendo ininterrottamente da quando è stata fondata non è ancora alla fine.

Il fatturato netto dello scorso anno è stato di 856,8 milioni di dollari. Quello dell'anno precedente era di 782,5 milioni. I paesi principali da cui provengono gli avocado sono Messico e Cile, ma ora si sta prendendo in considerazione di importare anche dal Perù. Oltre agli avocado, l'azienda vende altri prodotti, come ananas, pomodori e papaya.

La Calavo crede che questi prodotti abbiano ancora moltissimo potenziale: il mercato dei pomodori negli Stati Uniti sembrava ristagnasse nei primi 10 anni del nuovo millennio, ma, contrariamente a quanto si pensava, il consumo attuale è ancora superiore agli anni precedenti. Nell'ultima decade il prodotto ha acquistato popolarità, in parte grazie all'introduzione di nuove e diverse varietà di pomodoro. Il mercato della papaya, il cui consumo negli USA è raddoppiato negli ultimi dieci anni, è anch'esso in pieno sviluppo.

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