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Leggero calo per le uve europee nella stagione 2016/17

Secondo un recente rapporto del dipartimento americano dell'agricoltura (USDA), dopo una buona stagione 2015/16 per l'uva, per quella 2016/17 in Europa è previsto un leggero calo (-3,5%), con una produzione totale stimata a 1,7 milioni di tonnellate. Con questo volume, l'Europa è tra i leader mondiali nella produzione di uva.

Italia, Grecia e Spagna insieme rappresentano il 93% della produzione europea. Sono attesi cali in diversi Paesi. La Bulgaria rischia di perdere il 17,4% in termini di volume, mentre per la Grecia è previsto un calo del 6,9%. Inoltre, Francia (-6,7%) e Italia (-4,3%) raggiungeranno i volumi dello scorso anno. Dopo una notevole flessione negli ultimi dieci anni, la superficie coltivata a uva continua a diminuire nei 28 stati UE. Un fattore importante è l'aumento dei costi di produzione e la forte concorrenza da altri Paesi.



L'Italia è leader indiscusso del mercato UE. A causa del maltempo, il raccolto è diminuito del 4,3% a 1 milione di ton. La coltivazione si colloca nel sud Italia, concentrata soprattutto in Puglia e Sicilia. Queste aree rappresentano il 70% e 25%, rispettivamente, della produzione nazionale. Tre varietà - Italia, Red Globe e Victoria - rappresentano il 66% della superficie coltivata. Negli ultimi anni i produttori italiani sono passati alla coltivazione di varietà senza semi. La domanda di uva senza semi è aumentata rapidamente in UE ed extra-UE. Sugraone e Crimson sono le cultivar senza semi più coltivate, seguite da Thompson e Sublime. Nonostante questa tendenza positiva, l'areale di produzione è sotto pressione.

Secondo le stime del settore, quest'anno la Grecia ha registrato una perdita del 6,9% in termini di volume rispetto all'anno precedente. Questo porta il volume a 290mila ton. Il caldo estivo e la siccità a Creta e la pioggia battente a Corinto sono le principali cause del calo di resa. Il Paese coltiva uva su 17.300 ettari. La produzione principale si trova a Corinto, Kavala e Heraklion. Le varietà più coltivate sono la Sultana (Thompson Seedless) e la Victoria. Il settore greco sta investendo in un prolungamento della stagione fino a ottobre e novembre.



La Spagna prevede un volume maggiore, con una crescita del 3,8%. Il Paese dispone di 14.000 ettari investiti a uva. La maggior parte degli ettari si trova in Murcia, Valencia e Andalusia. Murcia e Alicante rappresentano il 70% della produzione locale dove vengono coltivate in totale circa 50 varietà diverse. Aledo, Ideal, Muscatel, Dominga e Napoleon sono le varietà principali. Le senza semi rappresentano il 30% del raccolto. Questa produzione si trova principalmente in Murcia.

L'UE è un importatore netto di uva
Nella scorsa stagione i 28 Paesi hanno importato oltre 600mila ton di uva. Il Sudafrica è il fornitore principale, con quasi 200mila ton. Al secondo posto troviamo il Cile, che invia oltre 100mila ton in Europa. Altri importanti fornitori sono India (77.019 ton), Perù (63.880 ton), Egitto (54.946 ton), Brasile (23.813 ton), Turchia (24.326 ton) e Namibia (18.041 ton). I maggiori importatori del continente europeo sono Paesi Bassi, Germania e Regno Unito. Dai Paesi Bassi le uve vengono poi distribuite in tutto il resto d'Europa. In termini di export, la maggior parte delle uve rimane entro i confini dell'UE. Svizzera e Norvegia sono le principali destinazioni di esportazione extra UE. Inoltre, negli ultimi anni ci sono state opportunità in Africa, Asia e Medio Oriente.

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