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A cura di Carlo Nicotra, Avoconsult Associated Study (Catania)

Areali emergenti per la produzione di avocado di alta qualita' in Italia

La produzione attuale di avocado bio di alta qualità in Sicilia e Calabria non riesce a far fronte alle richieste dei mercati, in particolare quelli esteri. I prezzi all'ingrosso nell'area UE si mantengono abbastanza costanti e altamente remunerativi da almeno un decennio, senza oscillazioni di rilievo. L'andamento della domanda, costantemente e sensibilmente in crescita, è orientata sempre più verso il prodotto di qualità. Solo alcune varietà come Ettinger, Fuerte, ecc. hanno avuto un calo di prezzo nel tempo, per un previsto quanto prevedibile graduale disinteresse del mercato, coincidente peraltro con l'affermarsi della varietà Hass, obiettivamente di maggior pregio.

I costi di produzione alquanto contenuti rispetto ad altri fruttiferi, la sempre maggiore produttività degli impianti negli anni - a seguito dell'affinarsi della tecnica colturale nella sua specificità non assimilabile ad altri fruttiferi - e i passi avanti nella selezione del materiale vegetale aprono uno scenario diverso e ancor più incoraggiante rispetto al passato. L'avocado, Persea Americana, può rappresentare quindi un'interessante alternativa ad alcune colture in crisi nel sud Italia, a condizione però di indirizzarsi soltanto verso areali ben definiti e situazioni specifiche dove può esprimere appieno la sua validità in termini di ritorno economico.


Nord Calabria, Gioia Tauro, giovane impianto già in produzione.

Troppe notizie approssimative e fuorvianti sull'argomento apparse su riviste, giornali o servizi televisivi, che rasentano spesso la millanteria, possono indurre a facili entusiasmi e probabili successive delusioni, influendo di fatto negativamente sulle reali possibilità espansive e di diffusione della coltura.

E' bene precisare che le esigenze della specie relative a clima, terreno e qualità dell'acqua sono alquanto rigide e non lasciano margini ad errori di valutazione. Dobbiamo distinguere la possibilità di coltivare una specie a fini amatoriali, da impianti a fini di reddito. Da parecchi anni Avoconsult Associated Study e Aguacate Vivai di Catania forniscono a giardini di acclimatamento e collezionisti sparsi in diverse parti d'Italia e anche all'estero, consigli e materiale vegetale prodotto ad hoc per climi estremi. Queste esperienze hanno fatto acquisire ulteriori dati sul comportamento di portainnesti e varietà arricchendo il bagaglio di conoscenza, ma la redditività in questi casi non è l'obiettivo principale, piccole produzioni e sopravvivenza a situazioni avverse sono già un risultato più che soddisfacente. Ben altro esige la realizzazione di un impianto che dovrà essere altamente produttivo e portare ritorni economici.

Oltre ad avere fornito assistenza e materiale vegetale a gran parte degli impianti ad avocado già realizzati dagli anni 80 ad oggi in Sicilia e nel sud della Calabria, lo studio Avoconsult Associated Study, di recente, ha avuto diverse richieste di consulenza e valutazioni di fattibilità in alcune aree della Puglia (Taranto, Lecce), del nord della Calabria (Gioia Tauro) e del sud della Sardegna.

Le piccole aree in Sicilia, come peraltro in altre regioni, che possiamo definire di vocazione per l'avocado, sono limitate ma ancora comunque sfruttate solo in minima parte. Altri paesi del bacino del Mediterraneo, con più lungimiranza di noi e da tempo, hanno già realizzato impianti ad avocado in tutte le aree possibili.


Taranto, impianto realizzato a settembre-ottobre 2015. La singola protezione dai venti dominanti nasce da eccessivi timori dell'imprenditore. Importante, invece, una barriera di piante frangivento per proteggere il frutto in fase produttiva. Va considerato che la Hass, varietà che spunta i prezzi più alti nel mercato e prevalente negli impianti, si raccoglie da gennaio a maggio scalarmente e quindi è opportuno prevenire eventi che possano causare danni anche parziali al frutto.

La qualità dell'avocado attualmente prodotto in zone ben precise della Sicilia e del sud della Calabria - che ha motivato in questi anni un notevole interesse dei mercati più esigenti, cioè l'alto livello di oli, il sapore intenso di noce nocciola pistacchio, l'irrilevante annerimento al taglio - nasce dalla composizione dell'acqua d'irrigazione, dalle caratteristiche del terreno, e non ultimi dal portainnesto e dal clone, determinanti per un alto livello di oli. Alcuni portainnesti in particolare, usati gioco forza in vaste aree nei paesi produttori del bacino del Mediterraneo per ovviare ad alcune condizioni oggettivamente sfavorevoli, portano ad avere frutti con scarsa sapidità e un basso livello di oli. La produzione di qualità che al momento esprimono i pochi impianti esistenti in Sicilia e Calabria, ci pone oggi in una condizione di vantaggio rispetto ad altri paesi.

In conclusione quindi, studi preliminari di fattibilità sono indispensabili anche all'interno di alcune aree in parte già definite. Prudenza e professionalità impongono di valutare caso per caso la possibilità di realizzare un impianto da reddito e l'eventuale portainnesto da usare, ed evitare così risultati deludenti e conseguenti perdite di tempo e denaro. Si è potuto registrare più volte come, anche a distanza di pochi chilometri da un impianto, una variazione nella composizione dell'acqua possa determinare la non fattibilità dell'opera. Un limite all'espansione della coltura in Italia, fino a pochi anni addietro, era determinato dal portainnesto usato, ottimo sotto ogni aspetto per i terreni sub-acidi ma che mal tollerava sia gli abbassamenti termici che la presenza di calcare nel terreno.


Avocado di poco più di un anno nel sud della Calabria, su terreno calcareo con ph di 8,33.

L'utilizzo di un portainnesto, già da tempo sperimentato in campo e che induce alla pianta una maggiore resistenza alle basse e alte temperature e una buona vigoria, ha permesso di realizzare con successo i primi impianti di avocado in alcune aree della Puglia, del nord della Calabria e in Sardegna. Visti i risultati, altri sono in cantiere nel 2017.

Anche in Sicilia e nel sud della Calabria, da qualche anno, grazie a un portainnesto che ha dimostrato una spiccata tolleranza al calcare senza nulla togliere alla qualità dei frutti, si è potuto andare oltre i classici terreni sub-acidi realizzando impianti in terreni parzialmente calcarei con ph alcalino sensibilmente elevato.

Si aprono così nuove possibilità alla diffusione della specie e forse, in una prospettiva non lontana, si potranno occupare spazi sempre maggiori nel mercato, assumendo quel ruolo che spetta all'Italia tra i paesi produttori del bacino del Mediterraneo.

Contatti:
Carlo Nicotra
Avoconsult Associated Study
Catania
Email: avoconsult@aguacate-vivai.it
Web1: www.aguacate-vivai.it/Home1/
Web2: www.aguacate-vivai.it/Avocado/Avocado.htm

Data di pubblicazione:



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