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40 anni di storia per l'azienda di Budrio (BO), oggi leader nel settore

Checchi e Magli: 'Nel settore delle trapiantatrici il Sud America sara' un mercato da tenere d'occhio'

Anno 1976, Budrio (BO). Siamo nella culla della pataticoltura italiana, anche dal punto di vista della meccanizzazione; forti di anni d'esperienza in aziende del settore, Checchi e Magli fondano l'impresa che ancora oggi porta il loro nome, e che ancora oggi ha il suo cuore e i suoi impianti produttivi nel comune bolognese: lanciano una prima linea di macchine per le patate, ancora in produzione alla Checchi & Magli, con tutti gli ammodernamenti permessi da 40 anni di progresso tecnologico. Quest'anno l'azienda festeggerà i propri 40 anni d'attività.



Ma la vera svolta è arrivata all'inizio degli Anni '80, quando l'azienda si lancia nel settore delle trapiantatrici: "Fu un'intuizione dei titolari in un settore che stava cambiando", ci spiega Claudio Zarri, commerciale della Checchi & Magli.

Il settore delle orticole stava cambiando perché erano i tempi a farlo: fino ad allora i trapianti si effettuavano a mano, vista la grande disponibilità di manodopera, che però iniziava a diminuire in un'Italia che si sviluppava sempre di più. Certo, la meccanizzazione dei trapianti non era una novità, ma fino ad allora il monopolio di queste macchine era in mano agli Stati Uniti, con tutto quello che comportava negli Anni '80. Insomma, anche volendo, all'epoca non era proprio una passeggiata per un produttore italiano acquistare una trapiantatrice. L'arrivo sul mercato italiano di trapiantatrici costruite in Italia ha costituito una piccola rivoluzione nel settore.

Da lì, la Checchi & Magli ha iniziato una crescita costante che l'ha portata a diventare leader nel settore, in particolare in quello delle trapiantatrici per il pomodoro da industria; leader in Italia e nel mondo, tant'è che esporta l'84% (dati di fine ottobre 2016) della propria produzione. Si tratta di un risultato dettato da diversi fattori. In primo luogo perché, riprende Zarri, "quello delle trapiantatrici per ortaggi è un settore di nicchia, perché in tutta la catena produttiva il trapianto è una delle ultime fasi che si tende a meccanizzare; così sono macchine adatte a mercati evoluti, dove si cercano alte prestazioni senza bisogno di grande manodopera; ma, come per tutte le nicchie, anche in questo settore devi cercare di essere presente in ogni mercato possibile", anche perché parliamo di macchine che devono durare nel tempo e che pertanto hanno un turn over molto ampio.


Trapiantatrice della Checchi & Magli in azione.

In secondo luogo c'è da considerare il fatto che, se 36 anni fa le trapiantatrici in Italia erano solo americane, oggi la situazione si è rovesciata, diametralmente: oggi tutti i big del settore sono italiani, tant'è che il mercato italiano è forse il più agguerrito e difficile, commercialmente parlando (oltre ad essere sostanzialmente bloccato, visti la crisi e l'impasse dei Piani di Sviluppo Rurale-PSR). Questo però è anche un bene: "Il nostro è un settore dove il made in Italy è molto riconosciuto e valorizzato, perché siamo in grado di fornire macchine di qualità, durevoli e capaci di alte prestazioni, 3 caratteristiche molto importanti nel settore delle trapiantatrici, tanto che non è il prezzo la prima variabile di scelta".

Oggi la Checchi & Magli ha a catalogo 7 linee di trapiantatrici (Foxdrive, Texdrive, Trium, Wolf, Dual, Top 24, Baby), oltre a macchine per le patate, aiuolatrici e pacciamatrici. Ognuna di queste può essere personalizzata sulla base delle esigenze del cliente, il che si traduce, a conti fatti, nella possibilità della Checchi & Magli di realizzare un gran numero di macchine diverse: "All'ultimo check - riprende Zarri - erano circa 600 le varianti disponibili. Certamente siamo quelli con la gamma più ampia: questo è un settore dove emergi solo se hai una gamma molto ampia, perché se escludiamoi settori di pomodoro da industria e tabacco, quello delle trapiantatrici meccaniche è un mercato dato dalla somma di mercati medio-piccoli, ognuno dei quali ha le proprie peculiarità, in termini di coltivazione, di terreno, di clima. E' un po' come il settore dell'automobile: ogni casa ha un numero ristretto di modelli di partenza, poi te la giochi sugli accessori, perché ogni cliente ha le sue esigenze, e il nostro è molto esigente", venendo da un mercato maturo, come dicevamo sopra.


Trapiantatrice della Checchi & Magli in azione.

L'azienda di Budrio esporta in tutti e 5 i continenti, in oltre 60 paesi, ognuno dei quali fa storia a sé. In assoluto, il mercato più importante è quello nordamericano (Canada e Stati Uniti), soprattutto per il pomodoro da industria e il tabacco, tanto da valere un terzo del fatturato aziendale. "Abbiamo sempre creduto in questo mercato, fino anche ad aprire, alcuni anni fa, un nostro ufficio negli Stati Uniti. Qui le dimensioni sono decisamente diverse da quelle a cui siamo abituati in Italia, e la tendenza sta portando a un numero minore di aziende sul mercato, ma di dimensioni maggiori, tant'è che qui sta anche crescendo la dimensione media delle macchine. Il Canada invece è importante perché ha stagionalità diverse: qui si trapianta più tardi", spiega il commerciale.

Per la serie "paese che vai mercato che trovi", nel Nord della Francia (in Bretagna) vanno soprattutto trapiantatrici per le brassicacee, in Sudafrica quelle per insalata e cavoli (mentre da 30 anni l'azienda vende macchine per il trapianto del rooibos, una specie di tè molto famoso nel paese), in Australia quelle per l'insalata su pacciamatura, in Giappone per le zucche ornamentali, e così via.

"Commercializziamo anche in tutto l'Est Europa - continua Zarri - dove la Polonia è il paese più importante; gli altri paesi della zona stanno tutti crescendo, ma sono ancora instabili. Esportiamo anche in Russia, soprattutto macchine per il trapianto del cavolo e vicino alle grandi città anche per l'insalata. Qui però da un paio di anni la situazione non è molto favorevole, per diversi motivi: la svalutazione del Rublo, che limita la loro capacità di spesa e ha ridotto i piani d'investimenti, quindi le frizioni tra Russia, Unione Europea e Stati Uniti", quelle stesse frizioni che poi hanno portato all'embargo.


Trapiantatrice della Checchi & Magli in azione.

"Ma ora la geografia sta cambiando", chiosa Zarri: "Anche in quei paesi dove fino a oggi la manodopera era illimitata, i costi stanno aumentando e questo sta spingendo i produttori più lungimiranti a meccanizzare". Il riferimento è soprattutto al Sud America, e in particolare a Cile, Argentina e Uruguay. In tutta l'area, conclude Zarri, "stiamo avendo in questi anni un buon successo, perché lì si sta iniziando a vivere quello che vissero l'Europa e l'Italia decenni fa: la crescita della classe media, l'abbandono delle campagne in cerca di un lavoro più sicuro. Di sicuro il Sud America sarà un'area di interessanti prospettive nel settore".

Dal 9 al 13 novembre 2016 l'azienda di Budrio (BO) sarà all'EIMA International di Bologna, la fiera internazionale dedicata alle macchine per l'agricoltura, nel padiglione 31, stand B15.

Contatti:
Checchi & Magli
Headquarter
Via Guizzardi, 38
40054 Budrio (BO) - Italia
Tel.: (+39) 051 800 253
Fax: (+39) 051 6920 611
Email: info@checchiemagli.com
Web: www.checchiemagli.com

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