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Rischio deflazione ancora non scongiurato in Italia

Deflazione ancora non scongiurata in Italia, commercianti e consumatori sono preoccupati. Confcommercio parla di un altro inatteso segnale di debolezza del quadro economico. Dopo il valore modestamente positivo registrato a settembre (cfr. FreshPlaza del 04/10/2016), l'indice dei prezzi torna nuovamente a scendere, e per Federdistribuzione è segno che non siamo ancora emersi dalla spirale deflattiva che ha accompagnato il Paese negli ultimi mesi.

L'Italia torna in deflazione, mentre l'inflazione accelera nell'area Euro. L'indice dei prezzi nell'eurozona è atteso allo 0,5% su base annua, in rialzo dallo 0,4% di settembre. In controtendenza negativa, il nostro Paese torna nel segno meno con una diminuzione dello 0,1% rispetto a ottobre 2015 (cfr. FreshPlaza del 02/11/2016).


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Secondo la Confederazione generale italiana delle imprese, delle attività professionali e del lavoro autonomo, è ormai certo che anche il 2016 si chiuderà, come i due anni precedenti, con un'inflazione praticamente nulla. Per un ritorno su valori prossimi o superiori all'1%, in grado di scongiurare i rischi di una preoccupante e perdurante deflazione, bisognerà attendere la primavera del 2017.

Il dato sull'inflazione è scoraggiante, segno della mancanza di prontezza e di strategia da parte del Governo, che da tempo avrebbe dovuto intervenire concretamente per rilanciare occupazione e domanda interna. A dichiararlo, i presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

Il Codacons prevede un Natale "gelido" sul fronte dei consumi. L'Italia non riesce a uscire alla morsa della deflazione e sprofonda in uno stato comatoso, dove i listini al dettaglio diminuiscono e le vendite continuano a rallentare. Addirittura il carrello della spesa, ossia il paniere di beni a più alta frequenza di acquisto, scende in picchiata al -0,3% rispetto allo scorso anno. Tutto ciò, associato alla fiducia dei consumatori ai minimi da diversi mesi, avrà effetti devastanti nelle prossime settimane per il commercio e per l'economia in generale.



I guai peggiori potrebbero però arrivare se la Bce cominciasse a stringere i cordoni della borsa. Draghi ha detto chiaramente che il Qe (Quantitative easing) continuerà fino alla scadenza naturale del marzo 2017 e, se ce ne sarà bisogno, anche oltre. Il problema, tuttavia, è che l'ex governatore di Bankitalia non potrà giustificare un prolungamento degli aiuti se l'obiettivo di inflazione sarà stato centrato o quasi acquisito.

Le aspettative di un rialzo dei prezzi al consumo più rapido del previsto da parte dei mercati hanno già inciso nei giorni scorsi sul rendimento dei titoli di Stato, con i tassi sul Bund decennale saliti allo 0,2% e quelli del Btp a 10 anni all'1,60%.

Elaborazione FreshPlaza su diverse fonti

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