Ricerca del CREA

Uva da tavola: ridurre il fabbisogno idrico con pratiche colturali mirate

La produzione di uva da tavola necessita di un importante approvvigionamento di acqua per soddisfare le richieste dei raccolti commerciali. In viticoltura, la cercinatura (o anellatura) e l'applicazione di acido gibberellico, nonché la fornitura di acqua sono le pratiche colturale che possono migliorare la qualità dell'uva da tavola.

La cercinatura viene effettuata sui vigneti di uva da tavola all'allegagione per aumentare il peso della bacca, migliorare l'uniformità delle bacche e ridurre le spaccature post-raccolta.



I ricercatori del CREA - Unità di ricerca per l'uva da tavola e la vitivinicoltura in ambiente mediterraneo di Turi (Bari) hanno valutato in due stagioni consecutive l'effetto di contro bilanciamento di queste pratiche viticole su resa, qualità e composizione dei flavonoidi su una varietà di uva da tavola in condizioni di un'insolita e significativa riduzione dell'irrigazione (-40%).

Dai dati è emerso che le pratiche colturali sono chiaramente correlate alla variazione di antociani e flavonoli, mentre la gestione dell'acqua influenza principalmente la resa.

In particolare, la riduzione della somministrazione idrica ha ridotto la resa di uva del 20% rispetto alla normale situazione di rifornimento idrico; invece il trattamento con acido gibberellico, la cercinatura e l'interazione fra le due pratiche colturali hanno determinato un incremento della produzione dell'uva dal 10 al 23%, indipendentemente dalla strategia di irrigazione. Inoltre, la cercinatura, soprattutto in condizione di regime idrico ridotto, ha migliorato il rapporto solidi solubili totali e acidità titolabile (SST/AT), un rapporto strettamente legato alla percezione della qualità da parte del consumatore.

Gli antociani totali sono risultati positivamente correlati al regime idrico normale, mentre il contenuto in flavanoli è risultato indifferente alla gestione dell'acqua. Tuttavia, le uve prodotte in condizioni idriche ridotte e trattate con acido gibberellico presentavano elevati contenuti di malvidina e peonidina, antocianine principalmente responsabili della stabilità del colore della buccia. Anche le catechine e la rutina sono sembrate significativamente migliorate dall'acido gibberellico e dalla cercinatura.

I ricercatori concludono: "I risultati suggeriscono che l'utilizzo di pratiche viticole idonee può permettere una sensibile riduzione della fornitura di acqua durante il ciclo di crescita dell'uva da tavola, senza effetti negativi sulla resa e qualità."

Fonte: Crupi Pasquale, Antonacci Donato, Savino Michele, Genghi Rosalinda, Perniola Rocco, Coletta Antonio, 'Girdling and gibberellic acid effects on yield and quality of a seedless red table grape for saving irrigation water supply', Ottobre 2016, European Journal of Agronomy, Vol. 80, pag. 21-31.
www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1161030116301289

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