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Focus sul mercato globale dei cetrioli

In molte nazioni quali Paesi Bassi, Belgio e Polonia, la stagione del cetriolo terminerà a breve. La campagna olandese è stata buona. La Spagna gradualmente occuperà i mercati europei nei mesi a venire; i produttori sono speranzosi dopo stagioni davvero negative. In Italia i prezzi sono bassi. I coltivatori israeliani hanno dovuto confrontarsi con i cetrioli importati per via dell'apertura dei confini, il che si è tradotto in prezzi bassi. In Florida i coltivatori si stanno adattando. Il Messico, invece, sta lentamente guadagnando terreno sul mercato con cetrioli più economici i produttori stanno trovando difficile competere con il prodotto dell'Honduras.

La Florida si sta adattando
In questo periodo dell'anno gli stati della Georgia e della Florida sono gli unici a produrre cetrioli per il mercato nazionale. La raccolta in Florida è partita 10 giorni fa; l'offerta è ancora limitata ma i volumi dovrebbero aumentare nelle prossime settimane. La stagione durerà fino a metà dicembre. In autunno la produzione in Florida è solitamente più bassa per via della grande competizione da parte di altri territori. I coltivatori dello stato devono competere con i cetrioli del Messico e della Georgia, in produzione fino a metà novembre. Al momento l'offerta della Georgia è abbastanza cospicua.

Inoltre la domanda in autunno è più bassa rispetto alla primavera. Entro metà dicembre i cetrioli dell'Honduras saranno sul mercato; da qui l'offerta è così abbondante che un commerciante della Florida ha spiegato che cercherà di finire la campagna per quel tempo. Il prezzo è soddisfacente e dovrebbe rimanere stabile anche nel futuro prossimo.



Prezzi bassi in Italia
I cetrioli hanno un proprio posto sul mercato italiano, con una produzione che si distribuisce per tutto l'anno. La Sicilia è sul mercato tra settembre e maggio mentre le regioni del centro e nord Italia offrono prodotto da maggio a ottobre. Ciononostante il consumo di cetrioli in Italia è abbastanza basso. Secondo gli ultimi dati Ismea, il prezzo medio nella 40ma e 41ma settimana è rimasto stabile a 0,18 euro/kg, che rappresenta il 41,7% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. La produzione sotto serra è venduta all'origine a 0,50 euro/kg, un 48,1% in più rispetto allo scorso anno.

I mercati all'ingrosso confermano questo quadro. A Vittoria si parte da 0,10 euro/kg per un prodotto di qualità discreta (0,20 lo scorso anno) mentre per qualità migliori si va da 0,30 a 0,40 euro. I cetrioli Barattini mostrano quotazioni che vanno da 0,20 a 0,40 a seconda della qualità (il livello extra lo scorso anno toccava 0,60 euro). A Roma e Torino i cetrioli italiani di lunghezza 14-21 cm sono stati venduti per 0,70-0,75 euro.

Spagna speranzosa dopo stagioni negative
Il mese di ottobre ha segnato una sovrapproduzione in Spagna, che si è scontrata con la produzione olandese. Entrambi i Paesi hanno registrato temperature più alte rispetto alla media che ha generato una più proficua resa produttiva. Inoltre, ad alcuni problemi di qualità si sono aggiunti prezzi più bassi. La maggior parte della produzione è stata ritirata dal mercato, dopodiché i prezzi erano risaliti nuovamente. Finora il prezzo è rimasto stabile. Dalla scorsa settimana le quotazioni sono state soggette a maggiore pressione giornaliera poiché il volume disponibile è aumentato. Ogni settimana i quantitativi crescono del 20-25%.

Le ultime tre stagioni sono state davvero negative per i coltivatori di cetrioli. Quest'anno le prospettive sono migliori perché l'areale è diminuito del 6%. Inoltre, il picco di offerta è arrivato a inizio stagione mentre in passato la maggior parte dei quantitativi era arrivata sul mercato intorno alla fine della campagna. Durante i mesi autunnali e invernali i coltivatori spagnoli non ci sono grossi competitor.

Paesi Bassi: si guadagna nuovamente con i cetrioli
La stagione del cetriolo olandese volge al termine e ritorni economici sono stati buoni per il secondo anno di fila. Dopo anni davvero difficili, il clima spagnolo e la limitata produzione che ne è conseguita hanno formato prezzi in notevole aumento lo scorso anno. In questa stagione, i danni da grandine sono stati la principale causa dei prezzi più elevati. Fino a fine giugno la stagione la stagione è risultata mediocre. Nel Brabante e nel Limburgo 50 ettari di cetrioli sono andati distrutti dalla grandine che ha comportato un inversione di tendenza. Mentre l'offerta non è cambiata immediatamente (la produzione delle aziende colpite era già terminata per via di una rotazione colturale), i prezzi sono aumentati per via del panico che le circostanze hanno causato sul mercato. Fino alla scorsa settimana le quotazioni sono rimaste sui buoni livelli per poi collassare invece a metà della stessa. Attualmente è disponibile offerta straniera sul mercato e le rimanenze di prodotto olandese sono in fase di raccolta.

Riuscire ad avere due annate così buone è davvero un fatto eccezionale per i cetrioli e ha fatto sì che ci fossero maggiori investimenti nel settore. Inoltre, il ritorno alla produzione delle aziende colpite dalla grandine il prossimo anno, farà sì che l'areale sarà più ampio e avverrà una transizione verso coltivazioni verticali che assicureranno una maggiore resa.

La produzione più elevata crea incertezza nel settore. Da una parte c'è ottimismo per via dei risultati delle due ultime annate; i prezzi su contratto saranno leggermente più elevati. Dall'altra parte, le cause degli incrementi delle quotazioni sono così chiare e identificabili che ci sono timori su cosa sarebbe accaduto se non ci fossero stati problemi come la grandine Brabante e l'afa spagnola. Attualmente sono 600 gli ettari olandesi dedicati al cetriolo; secondo gli esperti di mercato sono molti. Specie in primavera, quando la Spagna è sul mercato, l'areale è considerevole. I prezzi poi di norma sono bassi e i coltivatori cercano di evitare da anni di piantare in maniera tardiva. Una seconda minaccia per il settore olandese è il basso tasso di cambio con la sterlina britannica. Specie per i piccoli calibri, per esempio il 35, il Regno Unito è un'importante mercato ma ora che la sterlina è in calo, il prezzo dei cetrioli olandesi diventa significativamente più caro rispetto a quello inglese.

Il Belgio passa all'importazione
La grande distribuzione sta gradualmente passando alle importazioni di cetrioli spagnoli che stanno sempre più acquisendo una quota di scaffale rispetto al prodotto belga. Qualche settimana fa i prezzi erano elevati, rendendo l'importazione del prodotto attraente. Questa tendenza di mercato si osserva ogni anno; in generale i commercianti sono soddisfatti delle quotazioni che attualmente oscillano fra 0,20 e 0,35 euro.

La Polonia non vede vantaggi nel coltivare tutto l'anno
I grossisti hanno iniziato a importare cetrioli spagnoli; l'offerta è ancora limitata perché è disponibile un grosso volume di produzione nazionale. La stagione polacca solitamente va da fine febbraio a fine ottobre. Un importatore ha riferito che al momento il prodotto importato risulta più conveniente rispetto alla produzione domestica. Inoltre è disponibile un volume sufficiente. I prezzi dovrebbero comunque mutare poiché la stagione polacca volge alla fine. I produttori della Polonia non vedono grandi vantaggi nel coltivare l'ortaggio tutto l'anno; è possibile per un coltivatore investire in serre illuminate e quindi produrre per 12 mesi l'anno, ma non si fa in quanto i cetrioli importati costano meno. Le importazioni provengono principalmente dalla Spagna, ma i Paesi Bassi riempiono i gap stagionali.

Le importazioni fanno abbassare i prezzi in Israele
Fino a due mesi fa i coltivatori si sono forzati a ritirare la produzione dal mercato per l'offerta ampia. Questo quadro è diventato abbastanza familiare negli ultimi anni per via di una situazione negativa per i produttori locali sul mercato. La maggior parte delle coltivazioni - circa il 60% - si trova intorno ad Ahitouv, nella regione costiera del paese. La stretta collaborazione con supermercati e grossisti, che acquistano l'intera produzione locale, fa sì che quest'ultima arrivi sul mercato nazionale. Attraverso questa collaborazione è stato possibile mantenere prezzi a livelli ragionevoli sia per i consumatori sia per i produttori.

In questo periodo un cetriolo costa 1 euro/kg al negozio, quasi una quotazione normale; tuttavia i prezzi che ricevono i coltivatori sono significativamente più bassi, circa 0,20 euro/kg, al di sotto del costo di produzione. La principale ragione per la sovrapproduzione è la decisione di aprire i confini alle importazioni dalla Giordania e dai territori palestinesi. Questi cetrioli sono molto più convenienti per via dei costi di manodopera più bassi.

Israele è capace di soddisfare la richiesta locale con i cetrioli israeliani; perciò i coltivatori lamentano che le importazioni non siano necessarie. Qualcuno suggerisce che i produttori rischiano di andare in bancarotta a seguito della situazione attuale.

Il Messico si focalizza sugli Stati Uniti
Sinaloa è un'importante area di produzione messicana di cetrioli; in questo stato l'ortaggio è secondo sia per produzione sia per volume di esportazione. Nella regione l'areale è costantemente in calo negli ultimi anni ma la produzione è rimasta virtualmente stabile; questo suggerisce un miglioramento dei metodi di coltivazione. Solitamente la produzione supera le 200mila tonnellate; il 2011 è stato un anno davvero difficile con una produzione di 90.000 ton. Nell'annata successiva, il settore si è ripreso e il volume ha superato le 280mila ton; tale produzione elevata è stata possibile grazie agli investimenti in innovative tecniche di coltivazione.

La maggior parte della raccolta è destinata all'export; solo il 30% arriva sul mercato locale. I commercianti guardano principalmente agli Stati Uniti. Il fatto che la Florida non abbia abbastanza produzione per soddisfare la domanda locale avvantaggerà i coltivatori messicani che andranno a coprire una quota di mercato più ampia.

Testo e traduzione FreshPlaza. Tutti i diritti riservati.

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