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Le nanotecnologie, dalla Formula 1 all'industria alimentare

Quella della Nanoprom, azienda specializzata in nanotecnologie di Sassuolo (MO), è una tecnologia già abbastanza affermata nel mondo navale prima e della Formula 1 poi. Il loro prodotto di punta, il Polysil®, "è un veicolo di silicio addizionato di nanoparticelle in base alle caratteristiche che vogliamo dargli" ci spiega il titolare, Gian Luca Falleti.

Inizialmente il prodotto dell'azienda ha sbancato nel mondo dell'industria navale, per le sue doti performanti e di resistenza, per poi spostarsi sulla terraferma: "Quello che resiste in mare, sulla terra resiste 4 volte di più", riprende il titolare, e così è arrivata l'applicazione al mondo delle monoposto. In acqua il Polysil®, tra le altre sue proprietà, riduce l'attrito, lo stesso sulla terraferma: sulle vetture di Formula 1 viene utilizzato da un lato per la verniciatura della scocca, rendendola più leggera (pesa meno delle tradizionali vernici), dall'altro per evitare che la gomma calda sull'asfalto si attacchi alla carrozzeria.


L'impianto di lavorazione del pomodoro della Solana. (Foto Solana)

Da qui è arrivato in breve il passaggio all'industria alimentare e la Solana, un'azienda del lodigiano specializzata nella trasformazione del pomodoro da industria, ha scelto questa tecnologia a nanoparticelle per il proprio impianto: le superfici di lavorazione delle macchine sono state rivestite di Polysil® "evitando - continua Falleti - l'ossidazione da parte dell'aria e del passaggio del pomodoro, mentre l'adesione dello sporco veicolato dall'acqua è più difficile in una misura dell'80%. Rispetto a un rivestimento tradizionale, i liquidi scorrono più velocemente senza lasciare residui e dove non c'è acqua non c'è vita, nemmeno quella dei batteri". Il risultato è un impianto asettico e di più facile pulizia.


L'impianto di lavorazione del pomdoro della Solana. (Foto Solana)

"La stessa tecnologia - conclude il titolare della Nanoprom - la usiamo anche nei freezer (per ora solo civili, ndr) per il rivestimento delle serpentine. Trattandosi di un rivestimento di pochi micron, è del 90% più sottile di un tradizionale strato di rivestimento; ciò permette all'impianto una maggiore resistenza alla corrosione e una minore formazione di ghiaccio nell'ordine del 17%, con un notevole risparmio energetico tanto che gli impianti così trattati possono passare da una classe energetica A alla A+, peraltro senza dover usare dei forni per la verniciatura".

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