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Politiche di marca e strutturali per la crescita dell'export di ortofrutta

"Per l'ortofrutta occorrono politiche strutturali di lungo termine che siano funzionali ad accrescere il potere contrattuale dei produttori, avviare politiche di marca e ridurre la concorrenza tra produttori. Siamo d'accordo con il recente appello del ministro Martina che ha chiesto 'meno organizzazioni, più organizzazione'". Così il coordinatore del settore ortofrutta dell'Alleanza delle Cooperative italiane, Davide Vernocchi, ha commentato il tavolo di coordinamento ortofrutticolo dell'Alleanza delle Cooperative italiane che si è svolto a Roma alla presenza del ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina. All'incontro hanno partecipato anche Leonardo Di Gioia (assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia), Maurizio Gardini (presidente nazionale di Confcooperative), Giorgio Mercuri (presidente dell'Alleanza delle Cooperative Italiane – settore agroalimentare).

Sfide del settore, barriere all'export, problematiche fitosanitarie e nuove normative UE in materia di OCM ortofrutta: questi i principali temi affrontati nel corso della riunione sulla cooperazione ortofrutticola, che oggi esprime 8,1 miliardi di euro di fatturato e conta circa 930 cooperative, 90mila soci e 28mila addetti.

Al centro dell'incontro anche l'internazionalizzazione, "un punto su cui le nostre aziende – ha detto Vernocchi - sono in prima linea e hanno bisogno di un sostegno strutturale. In tema di internazionalizzazione e di barriere fitosanitarie è fondamentale infatti una politica di supporto che aiuti le imprese ad aumentare i volumi di export, in particolar modo su prodotti chiave come il kiwi, esportato in 50 Paesi per un volume di 400mila tonnellate nello scorso anno, e le mele con 1 mln di tonnellate commercializzate oltre confine".

In tema di OCM ortofrutta, Vernocchi ha inoltre sottolineato come la cooperazione ortofrutticola europea stia lavorando per creare un fronte comune coeso, che vede l'Italia lavorare al fianco dei Paesi produttori storici, come Francia, Spagna, Belgio e Olanda, a cui si è aggiunta ultimamente anche la Polonia. "Con questa compatta alleanza tra sei Paesi, insieme chiediamo che la comunità europea sia in grado di accompagnare la crescita competitiva del settore, approntando regolamenti che tengano conto delle peculiarità delle singole realtà produttive".

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