
Nei giorni scorsi, la responsabile del settore orticolo e protezione piante del Canada, Patricia McAllister, ha informato il Servizio fitosanitario centrale italiano che "i requisiti fitosanitari di importazione da parte del Canada per i kiwi rispetto a Lobesia botrana sono stati pubblicati alcuni mesi fa, ma non sono stati resi esecutivi".
In pratica, i canadesi chiedono che sul kiwi sia attivata una procedura che garantisca l'assenza di Lobesia botrana, vale a dire la tignola dell'uva, sull'actinidia. In genere, nelle condizioni climatiche italiane, non vi è alcun pericolo che Lobesia si possa trovare sul kiwi. Ma il Canada chiede un protocollo di filiera che dia garanzie in tal senso.

Il confronto è aperto e i responsabili italiani hanno diverse carte da giocare per tranquillizzare il sistema di controllo canadese. Una di queste è il sistema di lotta integrata che dà garanzie pressoché totali sia sull'efficacia del contenimento dei parassiti, sia sul basso impatto ambientale e infine sui residui, in modo che siano al di sotto dei limiti consentiti.
Ad ogni modo c'è ottimismo anche perché, così come era stato accettato il protocollo di difesa contro Lobesia botrana su uva da tavola, a maggior ragione dovrebbe essere avallato quello per il kiwi.
La direttiva canadese D-13-03 è attualmente sotto revisione. La direttiva aggiornata sarà comunicata ai Paesi esportatori nei mesi a venire attraverso una notifica del WTO-Organizzazione Mondiale del Commercio. Questo includerà l'aggiornamento dei requisiti per kiwi e altre piante potenzialmente attaccabili dall'insetto. La Cfia (Agenzia canadese di ispezione settore food) è l'ente preposto a queste tematiche.
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Cfia: tel: +1 6137737166
Sito: www.inspection.gc.ca