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Agraria: gli italiani investono nella formazione universitaria

Gli italiani investono sempre più nella formazione universitaria agraria. A dirlo sono i dati di CSConfagricoltura che mettono in evidenza come negli ultimi 10 anni vi sia un importante ritorno d'attenzione, da parte degli studenti, verso questo ambito.

Nonostante, infatti, le immatricolazioni di studenti nelle Università italiane nel decennio 2003-2013 abbiano registrato un andamento decrescente, riducendosi del 21%, le iscrizioni alle Facoltà di Agraria hanno al contrario evidenziato una significativa controtendenza, passando dai 5.793 nuovi studenti del 2003, agli 8.708 del 2013, pari ad un incremento di circa il 50%.

Allo stato attuale, in Italia, sono attive 24 Facoltà di Agraria. Circa la metà sono state istituite tra la fine dell'Ottocento e il primo dopoguerra mentre le altre sono nate in seguito all'impennata dell'interesse studentesco per gli studi agro-zootecnici degli anni Settanta.

Nel corso del tempo, gli studenti che si affacciano ad una Facoltà di Agraria sono progressivamente cambiati per quanto riguarda il livello di istruzione precedente: nel 2003 prevaleva il diploma tecnico-professionale (66%); nel 2012, il 52% ha un diploma di formazione generale (liceale, soprattutto, e magistrale) e scendono al 41% gli studenti con diploma tecnico-professionale.

Andando nello specifico delle immatricolazioni, delle iscrizioni e delle lauree conseguite nelle Facoltà di Agraria, si evidenzia una costante crescita degli studenti (+7.352 per le lauree brevi in dieci anni). Queste cifre sono dovute in parte all'incremento delle immatricolazioni, ma anche dal fatto che solo il 48% delle lauree brevi (triennali), e il 64% di quelle specialistiche (magistrali), è conseguito nei tempi previsti dal corso.

La situazione si è andata modificando notevolmente nel corso degli anni: in base al Censimento Istat sull'Agricoltura nel 2010 erano meno dell'1% gli imprenditori agricoli laureati in agraria, e poco più del 3% quelli in possesso di diploma di scuola superiore ad indirizzo agrario.

Rispetto a dieci anni prima si è peraltro registrato un sensibile incremento: del 56% per i laureati, del 58% per i diplomati; ancora più marcata è stata la crescita degli imprenditori agricoli in possesso di altra laurea (+84%), mentre i diplomati di scuola superiore non agraria sono aumentati del 38%. Tuttavia queste variazioni sono soprattutto da attribuire alla drastica riduzione del numero di aziende agricole (-32% nel 2010 rispetto al 2000), che ha interessato quasi esclusivamente le imprese più piccole.

Nel 2010, il 71% degli imprenditori agricoli era in possesso, al più, del diploma di scuola secondaria inferiore (scuola media), con uno scostamento notevole (+26 punti percentuali) rispetto all'intera popolazione.

Va inoltre considerato che l'Italia è, dopo Portogallo, Malta e Spagna, il Paese dell'UE con il più basso livello di istruzione dei cittadini.

Rielaborazione Fresh Plaza su fonte CSConfagricoltura

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