Di Silvio Valzani

Il packaging, da contenitore a driver delle strategie aziendali

Quando facciamo la spesa come scegliamo un prodotto alimentare? Semplicemente per il contenuto o anche per la confezione che ci informa sulle caratteristiche dell'alimento, sull'azienda che l'ha prodotto, che ci fa immaginare il sapore e ci invita all'acquisto? I produttori devono scegliere packaging che rivelino attenzione ai bisogni e ai desideri del consumatore, alle necessità di conservazione, alle strategie comunicative dei marchi, al rispetto per l'ambiente.

Un ruolo di primo piano, in questo settore, è sicuramente svolto dalla ricerca scientifica e dalla comunicazione in ambito scientifico; ben venga, dunque, l'analisi e la ricerca di dati significativi condotta dagli studenti del Liceo Scientifico "Ettore Majorana" di Mola di Bari, impegnati per il secondo anno nel "Programma di Alternanza Scuola Lavoro" per approfondire il loro profilo di specializzazione in scienze applicate.

Nella loro precedente esperienza presso Innovative Solutions Srl, nata nell'incubatore del Politecnico di Bari (vedi precedente articolo), hanno appreso le nuove tendenze della comunicazione scientifica nel settore ortofrutticolo; quest'anno, presso il centro di formazione Fidalma di Rutigliano, conducono una ricerca di mercato sui consumi di frutta fresca, attraverso un campione di oltre 600 interviste stratificato per fasce di età.

Alla domanda "Compreresti frutta on line?" il 44% si dichiara disponibile, ma solo l'1% lo ha fatto e solamente per confezioni regalo offerte in promozione durante le festività.

Il 63% degli intervistati dichiara che la diffidenza nei confronti degli acquisti on line potrebbe essere superata in presenza di un marchio affermato che garantisca la qualità del prodotto e, entrando nel merito, i marchi più conosciuti risultano essere Melinda, con il 53%, Chiquita 23% e Val Venosta con l'11%.

Ma un dato certo è emerso dalla maggior parte delle interviste: il consumo di frutta, soprattutto tra i giovani, non è molto diffuso se non durante i pasti. Molti di loro sarebbero propensi a consumarla in sostituzione di snack più calorici, ma vorrebbero trovarla in commercio in confezioni a marchio e pronta all'uso.

Di qui l'idea di due proposte di packaging per l'uva da tavola, da realizzare con materiali ecocompatibili e atte a veicolare il marchio e le informazioni sul prodotto contenuto.



I ragazzi le hanno progettate con il supporto di consulenti esperti nella comunicazione e sulle normative vigenti in merito all'etichettatura; si dicono entusiasti di questa loro esperienza "in campo" e attendono solo che qualche azienda produttrice di uva da tavola possa prendere in considerazione la loro proposta per veicolare il proprio marchio e il proprio prodotto, magari per intraprendere il canale della vendita on line.

Oggi il vecchio "contenitore" ha cambiato ruolo ed ha assunto una valenza strategica per gli operatori del largo consumo, arrivando a rappresentare di fatto il primo rilevante anello di congiunzione tra prodotto, brand e cliente finale. Attraverso le componenti comunicative progettate, il packaging determina l'identità del prodotto, ne favorisce la relazione con il destinatario ed assicura un corretto trasferimento dei contenuti informativi che ad esso si accompagnano.

Una confezione nuova, sostenibile e usabile attiva un processo virtuoso di comunicazione che concorre alla soddisfazione delle nostre necessità e ci invita ad aderire a soluzioni "comode" che assecondano i nuovi stili alimentari e di vita.

Per maggiori informazioni:
Silvio Valzani

Marketing & Communication Advisor
Email: info@valzanisilvio.com
Web: www.valzanisilvio.com

Data di pubblicazione:



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