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"Importa aglio "taroccato", cinese a processo a Genova"

Una commerciante cinese di 49 anni è stata rinviata a giudizio per contrabbando e falso e ora rischia 3 anni di carcere e una maximulta: la donna, attraverso l'aiuto di un importatore piacentino, ha fatto entrare in Italia 500 tonnellate di aglio, spacciandolo per porraccio, una qualità inferiore e su cui gravano imposte doganali pressoché nulle.

La donna, secondo quanto accertato dal pm Stefano Puppo, della procura di Genova, avrebbe frodato il fisco italiano, sottraendo dazi doganali per 270.000 euro. Il prodotto era destinato al mercato austriaco. Un carico del prodotto era però stato intercettato in porto a Genova. Dal sequestro aveva preso il via l'indagine che aveva ricostruito traffici già avvenuti per 500 tonnellate di aglio.

Il processo si sta celebrando con rito abbreviato di fronte al gup Nicoletta Bolelli. Il pm ha avanzato la richiesta di pena per la donna (come detto 3 anni e una multa) mentre per l'importatore piacentino ha chiesto l'assoluzione. La difesa della donna, sostenuta dall'avvocato Baldi, ha però prodotto una sentenza di assoluzione per gli stessi reati pronunciata da giudici austriaci. Il gup Bolelli ha aggiornato l'udienza al 10 dicembre, data in cui dovrebbe pronunciare la sentenza.

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