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Confagricoltura Basilicata chiede lo stato di calamita'

Maltempo: danni nelle campagne e rischio gelo sui campi

Non si placa l'ondata di maltempo in Italia e le campagne cominciano a fare la conta di danni e disagi: aumentano le spese per il riscaldamento di serre e stalle, le produzioni orticole in campo aperto rischiano di "soffocare" con l'allagamento dei terreni, mentre l'abbassamento brusco delle temperature, anche sotto lo zero, fa crollare la resa produttiva degli animali da latte fino al 20 per cento. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, spiegando che le maggiori difficoltà si riscontrano al Centro-Sud.

Nei campi coltivati la pioggia incessante e permanente di questi giorni ha provocato allagamenti estesi, in particolare in Calabria e Basilicata, provocando condizioni di asfissia nei terreni - spiega la Cia - e pericolo di ammuffimento delle radici. Senza contare che, con l'arrivo della neve e del ghiaccio, le colture in pieno campo come spinaci, verze, radicchio, cicorie, carciofi, cavoli e broccoli rischiano il congelamento con il blocco della crescita.

Anche la Coldiretti sottolinea la difficile situazione provocata dagli effetti del maltempo: campagne sott'acqua con aziende allagate, raccolti distrutti, alberi divelti, serre scoperchiate e strade interpoderali interrotte per effetto delle precipitazioni violente e del vento forte. Così è salito ad oltre il miliardo il conto dei danni e delle perdite provocate dall'andamento climatico anomalo nelle campagne in tutto il 2013.

Siamo di fronte agli effetti della tropicalizzazione del clima che comporta una maggiore frequenza di bombe d'acqua improvvise che in Italia - sottolinea la Coldiretti - si abbattono su un ambiente fragile dove l'82 per cento dei Comuni è a rischio frane ed alluvione in parte del proprio del territorio. Il maltempo si è abbattuto peraltro sulle Regioni a maggior rischio idrogeologico come la Calabria e la Basilicata dove il 100 per cento dei Comuni ha parte dei territori a rischio per frane ed alluvioni mentre la percentuale scende al 92 per cento in Campania, al 78 per cento in Puglia e al 70 per cento in Sicilia.

I vertici di Confagricoltura Basilicata stanno seguendo minuto per minuto quello che oramai si sta sistematicamente verificando in Basilicata da tempo. "Purtroppo le notizie che ci arrivano sono allarmanti – sostengono da Confagricoltura – i fiumi straripano, il mare non riesce a recepire l'acqua, dall'alto le montagne non assorbono più. Questa situazione che si verifica di nuovo in così poco tempo è più dura della calamità verificatasi in ottobre scorso. Adesso i terreni sono pieni d'acqua, i canali non reggono e ci segnalano maggiori difficoltà nel materano, soprattutto nel metapontino, ma anche la provincia di Potenza non è da meno. Questa ulteriore difficoltà distrugge anni di duro lavoro a creare l'eccellenza agricola lucana. Confagricoltura regionale ha inviato una nota alla Regione Basilicata perché si attivi da subito per la richiesta di deroga al Ministero delle Politiche agricole per ottenere l'applicazione integrale della legge 102/2004 (interventi compensativi-fondo di solidarietà nazionale) così come fatto in altre regioni che hanno ottenuto la deroga prevista dalla legge (Veneto, Emilia Romagna, Puglia). Inoltre vanno fatti subito i sopralluoghi dalle Istituzioni preposte per partire subito con la richiesta di stato di calamità".

Fonte: www.agi.it / www.coldiretti.it / www.confagricoltura.it

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