L'eccessiva pressione sull'elemento prezzo rischia di distruggere l'intera filiera

"Gianfranco D'Amico (AD Bonduelle Italia): "Semplificare l'offerta e coprire le reali aspettative del consumatore finale"

Dopo una brillante carriera in cui ha guidato il marchio Bonduelle all'affermazione in Italia, Umberto Galassini ha recentemente lasciato l'incarico nelle mani di Gianfranco D'Amico (in foto), 44 anni, originario di Roma ma da tempo residente a Monza.

Gianfranco D'Amico vanta una vasta esperienza nel settore alimentare provenendo da Danone Italia, dove negli ultimi 3 anni ha ricoperto il ruolo di Sales Vice President. FreshPlaza lo ha intervistato in esclusiva per i suoi lettori.

FreshPlaza - Perché ha scelto una sfida professionale nel settore ortofrutticolo?
Gianfranco D'Amico - La scelta di accettare una sfida professionale in una realtà come Bonduelle nasce prima di tutto dalla vicinanza valoriale con l'azienda: il rispetto della persona, la fiducia, l'equità, l'integrità, la semplicità, la ricerca dell'eccellenza e l'apertura, tutti elementi sostanziali che hanno guidato la mia scelta.

Un ruolo fondamentale ha avuto anche la modernità e la rilevanza del marchio Bonduelle (17mo in Europa per notorietà) e la visione integrata dal campo al consumatore finale che guida questa bellissima realtà.

Non meno rilevante, la reale italianità dell'azienda: dalla materia prima, agli stabilimenti, al management. Nel business ortofrutticolo il radicamento territoriale è di fondamentale valore aggiunto.

FP - Quali punti di forza e margini di miglioramento vede per Bonduelle in Italia? Quali le maggiori sfide?
GDA - Bonduelle ha sempre creato mercati nuovi e nuovi modi di interpretare la sua missione: fare del mondo vegetale l'avvenire dell'alimentazione. Lo sviluppo dei consumi di mais, lo sviluppo di una categoria come la IV gamma sono gli esempi più evidenti.

E questo è sempre stato possibile grazie ad un know how agro-industriale all'avanguardia ed una ossessione per la qualità del prodotto finale per il consumatore. Tutto ciò attraverso uno sviluppo sostenibile, che sebbene sia oggi tanto di moda, è da sempre nel DNA di Bonduelle.

I margini di miglioramenti esistono sempre ed in qualunque azienda. Ritengo prioritario rilanciare con forza la nostra capacità di generare innovazione, di valore e di prodotto, in un mercato dove l'eccessiva pressione sull'elemento prezzo rischia di distruggere l'intera filiera: dall'agricoltore al distributore. Con conseguenze imprevedibili.

Non transigeremo mai sulla qualità. Anche in un momento difficile per la nostra categoria e per il mercato italiano, continueremo ad investire sulla qualità dei nostri prodotti. Con il cibo non si può mai abbassare la guardia! E soprattutto in una categoria, come l'ortofrutta, eccellenza italiana nel mondo.

Allo stesso tempo, ritengo che molto modelli relazionali con la distribuzione vadano superati. Mettere al centro il consumatore sarà fondamentale. Semplificare l'offerta e coprire le reali aspettative del consumatore finale, in termini di prodotto e prezzo/qualità, sono elementi che a me sembrano avere una certa urgenza.

FP - Quanto pesa l'Italia per Bonduelle nei settori del fresco e del trasformato?
GDA - L'Italia è un mercato fondamentale per il Gruppo Bonduelle. Rappresentiamo il terzo Paese a livello mondiale e nella IV gamma siamo addirittura il primo Paese e benchmark per l'intero gruppo.

FP - Quali sono i prodotti Bonduelle più importanti in termini di vendite in Italia?
GDA - Nell'ambito del fresco, le top sellers sono sicuramente Iceberg, Armonia e le Tenere Insalatine, mentre nelle specialità, la linea M'ama non M'ama e le Agita & Gusta.





Per le conserve, il Mais la fa da mattatore mentre nei Surgelati, le Spinaci Millefoglie e le Coccole.

FP - Il consumo di conserve vegetali sta diminuendo in Europa occidentale. E' anche il caso dell'Italia?

GDA - A differenza dei mercato Oltralpe, anche se a fatica, il mercato delle conserve in Italia sembra tenere, realizzando nell'anno terminante ad ottobre 2013 un trend di +0,6% a valore. Tuttavia iniziano a manifestare qualche difficoltà i segmenti più tradizionali come il mais e i fagioli, soprattutto negli ultimi mesi.

FP - Avvertite la concorrenza da parte dei Paesi dell'est Europa?
GDA - La concorrenza con Paesi dell'est Europa è poco rilevante nel business del fresco, ma è comunque ancora marginale anche nel nostro business conserve e surgelati.

FP - La crisi economica sta avendo conseguenze sugli acquisti di conserve vegetali in confronto alle verdure fresche?
GDA - Come accennavo precedentemente, entrambe le categoria stanno soffrendo il momento difficile dei consumi, soprattutto negli ultimi mesi.

Le maggiori evidenze che noi rileviamo sono un "impoverimento" del carrello della spesa, con il ricorso sempre più spinto ad acquisti in promozione, in canali di vendita percepiti meno cari e con una riduzione dello spreco in casa. Tutto questo, e specialmente negli ultimi mesi, sta generando delle contrazioni significative nella spesa anche nella categoria delle verdure fresche.

FP - Distribuite anche insalate di frutta o succhi? Ci sono delle ragioni per non diversificare in questi segmenti?

GDA - In questo momento non abbiamo piani di diversificazione in questa direzione. La nostra mission è chiara e comunicata apertamente: essere il riferimento mondiale e sviluppare il consumo di vegetali in tutte le sue forme.

FP - Come agire per aumentare i consumi di ortofrutta in Italia?
GDA - Se avessimo già tutte le risposte, non subiremmo la contrazione attuale dei consumi! E' evidente però che, in questo momento, la riflessione deve essere profonda e integrare tutti gli attori della filiera.

Migliorare sin dal campo la qualità e la produttività della materia prima deve essere interpretato con una proposta innovativa per il consumatore finale. Innovazione di prodotto, di processo e di intercettazione dei reali bisogni.

Anche il rapporto con la Distribuzione Moderna deve trovare una lettura innovativa del modello di relazione, ponendo al centro il consumatore o meglio "i consumatori", adeguando offerte e prezzi alla reale esigenza di tutti i target della categoria. E qui il ruolo della marca Bonduelle, da sempre portatrice di valori di qualità e innovazione, può giocare un ruolo fondamentale per lo sviluppo dei consumi sia a volumi di vendita che a fatturati.

FP - Le catene di discount come Lidl sono estremamente competitive sui prezzi delle conserve vegetali; ciò vi ostacola?

GDA - Lo shopper moderno è sicuramente in grado di effettuare le sue scelte di acquisto attraverso un panorama ampio di format distributivi e di marche. La dimensione prezzo, sebbene molto rilevante in questo momento di grosse difficoltà per le famiglie, non potrà mai essere a discapito di standard qualitativi accettabili.

La presenza nel discount di marche leader è comunque un fatto ormai acquisito e non mi sembra che aziende come Coca-Cola, Barilla o Ferrero non riescano a gestire un'offerta adeguata anche per lo shopper discount senza pregiudicare lo shopper di altri canali di vendita.

Per ulteriori info: Bonduelle Italia

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