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L'Australia impone dazi doganali sui prodotti trasformati a base di pomodori italiani

La commissione anti-dumping del Governo Federale australiano ha decretato che esiste un rischio di concorrenza sleale sul mercato locale da parte dei prodotti trasformati a base di pomodori italiani. E' stata dunque deliberata l'introduzione di dazi doganali, che graveranno sul prodotto italiano in entrata sul territorio australiano.

La commissione ha accertato che il prodotto locale stava subendo grave pregiudizio per opera degli esportatori italiani che proponevano merci sottocosto (vedi articolo su FreshPlaza del 07/11/2013). Gravato ora da un dazio, il pomodoro italiano risulterà penalizzato dall'acquirente australiano, che dovrebbe così tornare a preferire quello prodotto localmente.

Tutte le marche tricolori che esportano passate, polpa o pelati, tranne due per le quali i margini di dumping sono stati considerati "trascurabili", saranno soggette al dazio.

L'Italia, grande produttore mondiale di specialità agroalimentari fresche e trasformate, rischia di farne le spese se non riuscirà a sostenere una robusta difesa, magari portando la questione davanti all'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO). Sono in gioco milioni di euro di fatturato. 

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