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Stagione 2013/14

Produzione e mercato italiano delle drupacee visto dagli States

Il servizio agricolo estero del Dipartimento americano dell'agricoltura (USDA) ha rilasciato un rapporto sulla produzione, i consumi e il mercato italiano delle principali varietà di frutta a nocciolo: pesche e nettarine, ciliegie e albicocche.

Sintesi del rapporto
L'Italia è il più grande produttore di pesche e nettarine dei 28 stati membri dell'Unione Europea e si posiziona al secondo posto al mondo, subito dopo la Cina.

Per la stagione 2013/14 è previsto che la produzione di pesche e nettarine dell'Italia diminuisca del 6,3% rispetto all'anno scorso, con un calo del 5,7% per quanto riguarda le pesche e del 5,85% per quanto riguarda le nettarine. Questa diminuzione è dovuta principalmente alla primavera avuta quest'anno, che è stata lunga, piovosa e fredda. E' probabile che il raccolto delle pesche duracine crolli del 13%, arrivando a 81.000 ton.

L'Italia è il più grande produttore di albicocche dell'Unione Europea, seguito da Francia, Grecia Spagna. Nella stagione 2013/14, è previsto che la produzione di albicocche diminuisca del 36,5% rispetto all'anno scorso a causa delle pesanti piogge avute durante il periodo di fioritura.

Pesche e nettarine: la produzione
La produzione di drupacee gioca un ruolo importante nel settore agricolo di molte regioni italiane, sia al nord (in particolare Emilia Romagna e Piemonte) che al sud (Campania). Il picco del raccolto si verifica a giugno e luglio.

Tabella 1. Produzione, offerta e domanda pesche e nettarine (espresse in tonnellate)


E' previsto che la produzione 2013/14 italiana di pesche e nettarine subisca un declino del 6,3% rispetto all'anno precedente, con un crollo del 5,7% per le pesche (621.000 ton rispetto alle 658.900 ton del 2012) e del 5,8% per le nettarine (820.000 ton rispetto alle 870.900 ton nel 2012), principalmente a causa delle condizioni meteorologiche avute durante la primavera di quest'anno che è stata più lunga, piovosa e fredda. Si stima che il raccolto delle pesche duracine subirà un calo del 13%, arrivando a 81.000 ton (94.100 ton nel 2012). Le riduzioni principali sono state registrate in Veneto, dove è previsto che il raccolto di pesche e nettarine diminuisca, rispettivamente, del 20% e del 24%. Anche per l'Emilia Romagna si stima che la produzione di pesche e nettarine sarà inferiore del 6% per le pesche e del 9% per le nettarine.

Gli esperti del settore prevedono che il declino della superficie coltivata a pesche e nettarine, che è diminuita del 20% dal 2000 al 2010, continui anche in futuro. Tuttavia, è previsto anche che l'abbandono delle vecchie colture e l'affermazione di nuove colture con prestazioni migliori nei nuovi frutteti riuscirà a rallentare questo declino.

Pesche e nettarine: il consumo
Nell'annata 2013/14 è previsto che il consumo di pesche e nettarine diminuisca del 7,4%, a causa della produzione ridotta. La maggior parte delle pesche e nettarine italiane vengono consumate fresche. Generalmente, i consumatori italiani preferiscono frutti grandi, dolci e polposi, mentre i mercati del Nord-Europa le preferiscono più piccole, leggermente acidule e croccanti. Oltre alla difficile situazione economica e alle preoccupazioni da parte del settore per quanto riguarda la crescente complessità dei mercati di destinazione, l'obiettivo principale è quello di incoraggiare il consumo di questo prodotto, che risulta essere il principale frutto estivo.

Pesche e nettarine: il commercio
L'Italia è un grande esportatore di pesche e nettarine, ed esporta principalmente all'interno dell'UE. Nel 2012, l'Italia ha esportato 348.677 ton di pesche e nettarine, principalmente in Germania (138.425). Per quanto riguarda le importazioni, invece, nel 2012, l'Italia ha importato 67.728 ton di pesche e nettarine, principalmente da Spagna (55.026 ton), Francia (8.175 ton) e Germania (2.535 ton).

Ciliegie: produzione, consumo e commercio
E' previsto che durante la stagione commerciale 2013/14 la produzione italiana di ciliegie diminuisca del 7%, principalmente a causa della primavera atipica avuta quest'anno. Le principali zone di produzione di ciliegie sono Turi (Puglia), Vignola (Emilia Romagna), Verona (Veneto) e Cuneo (Piemonte).

Tabella 2. Produzione, offerta e domanda ciliegie (espresse in tonnellate)


E' previsto che il consumo di ciliegie per l'annata 2013/14 diminuisca del 6,4%, a causa della riduzione nella produzione.

Nel 2012, l'Italia ha esportato 9.953 ton di ciliegie, principalmente in Germania (6.663 ton). Per quanto riguarda le importazioni effettuate nel 2012, l'Italia ha importato 7.187 ton di ciliegie, principalmente da Spagna (2.726 ton), Turchia (2.084 ton) e Germania (997 ton).

Albicocche: produzione, consumo e commercio
L'Italia è il più grande produttore di albicocche dell'UE, seguito da Francia, Grecia e Spagna. Le albicocche di produzione italiana provengono principalmente dall'Italia meridionale e dalla zona settentrionale dell'Emilia Romagna. La raccolta delle albicocche comincia a giugno e continua fino a luglio. Secondo le stime del settore, nella stagione 2013/14, la produzione di albicocche subirà un crollo del 36,5% rispetto all'anno precedente a causa delle pesanti piogge avute durante il periodo di fioritura. La superficie coltivata ad albicocche dell'Italia sta gradualmente aumentando per via di una redditività maggiore rispetto a quella di altri frutti come pesche e nettarine.

Tabella 3. Produzione, offerta e domanda albicocche (espresse in tonnellate)


Generalmente, le albicocche di produzione italiana sono destinate al consumo fresco. Circa il 38% della produzione di albicocche è destinata all'industria per essere trasformato in puree e concentrati.

Nel 2012, l'Italia ha importato 22.938 ton di albicocche, principalmente dalla Francia (16.779 ton) e dalla Spagna (4.367 ton). Nel suddetto anno, l'Italia ha esportato 20.785 ton di albicocche, principamente in Germania (8.385 ton) e Austria (4.538 ton). Le ulteriori destinazioni per questi frutti comprendono Slovenia (1.109 ton), Repubblica Ceca (989 ton), Polonia (941 ton), Ungheria (601 ton) e Romania (445 ton).

Data di pubblicazione:



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