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Nuove indicazioni per l'irrigazione del pero, in linea con il risparmio idrico: i risultati del progetto AGER Innovapero

L'irrigazione è stata al centro dell'attività di ricerca del progetto AGER Innovapero, che ha voluto mettere a punto nuove tecnologie per la gestione idrica in relazione alle fasi fenologiche ed alle combinazioni nesto/portinnesto.

I risultati saranno illustrati a Ferrara il prossimo 18 ottobre 2013 in occasione del convegno conclusivo del progetto (info programma sul sito www.ager.innovapero.it), che prevede anche la presentazione dei risultati di tutte le dieci linee di ricerca attivate. Il Dott. Stefano Anconelli del CER (Consorzio per il Canale Emiliano Romagnolo) di Bologna presenta alcuni dei principali risultati ottenuti.

Dott. Anconelli, qual'era la finalità della vostra sperimentazione?

L'obiettivo finale della prova non è stato di effettuare dei tagli lineari della restituzione idrica lungo tutta la stagione vegetativa, ma di razionalizzare l'apporto irriguo in funzione delle reali esigenze della coltura in ogni sua fase fenologica, per aumentare l'efficienza e la sostenibilità dei processi di produzione. Per questo siamo partiti dal modello di bilancio idrico di IRRINET, già altamente innovativo, per migliorarlo tenendo conto di alcuni parametri fisiologici che influenzano il comportamento della pianta.

Presso i campi sperimentali della Fondazione per l'Agricoltura F.lli Navarra di Ferrara, la cultivar Abate F., innestata nel 2005 sui 4 portinnesti più comunemente utilizzati nella valle del Po (Adams, MC, MH, Sydo), è stata sottoposta a 4 restituzioni irrigue, prendendo come riferimento il modello di gestione irrigua IRRINET da noi fornito. Il sistema suggerisce il momento di intervento irriguo e il volume d'adacquata, tenendo conto delle variabili pedoclimatiche e dei coefficienti colturali tipici della specie e delle fasi fenologiche.

(a) (b)
Controllo del rigoglio vegetativo ottenibile con la riduzione degli apporti idrici durante la fase primaverile di divisione cellulare (a), rispetto ad una irrigazione senza limitazioni (b).

Come avete impostato la prova?
Siamo partiti nel 2011 ed abbiamo irrigato con quantitativi di acqua pari al 100%, 50%, 25% e 0 della dose calcolata da IRRINET. Accanto al monitoraggio dello stato idrico del terreno a cura del CER e dei rilievi biometrici svolti dal personale della Fondazione Navarra, il Gruppo di Ecofisiologia del Dipartimento di Scienze Agrarie dell'Università di Bologna, guidato dal Prof. Luca Corelli Grappadelli, ha valutato e monitorato, nel corso della stagione, le performance fogliari (fotosintesi, traspirazione, ripartizione dell'energia assorbita), lo stato idrico della pianta e le dinamiche di accrescimento del frutto su base oraria.

I dati raccolti cosa hanno messo in evidenza?
I dati del primo anno di prova avevano suggerito che in alcune fasi fenologiche (in particolare la fase di divisione cellulare) una restituzione idrica ridotta del 50% per le piante innestate su Sydo, MC ed MH e fino al 75% su Adams, non determinava alcuno stress dal punto di vista della funzionalità della pianta. Sulla base di questi risultati, nel 2012 sono state ripetute le prove con le stesse dosi irrigue per valutare eventuali ripercussioni negative sulla differenziazione delle gemme e sull'accumulo di sostanze di riserva negli organi perenni, ed in contemporanea è stato testato un altro trattamento irriguo detto "dinamico", che ha tenuto conto delle restituzioni irrigue minime che nell'anno 2011 non hanno determinato alcuno stress idrico nelle diverse fasi fenologiche. Il bilancio idrico del modello IRRINET ha confermato la propria validità nella stima dell'umidità del terreno, avendo registrato una buona corrispondenza con i valori di umidità misurati dai sensori disposti nella prova.

Questo metodo "dinamico" risulta quindi interessante?
Certamente, in quanto nonostante l'andamento meteorologico del 2012 (inverno particolarmente siccitoso con un precoce esaurimento delle riserve idriche e degli apporti della falda ipodermica già alla ripresa vegetativa ed una estate con temperature particolarmente elevate e un periodo con oltre 90 giorni senza eventi piovosi) il trattamento "dinamico" non ha fatto registrare decrementi di resa significativi rispetto al controllo a piena restituzione dei consumi e questo in tutti i portinnesti a confronto. Mentre le tesi a restituzioni irrigue decrescenti hanno riportato sensibili riduzioni di prodotto commerciale.

Riguardo alla produzione?
I dati produttivi medi del biennio, relativi alla fase di piena produzione hanno evidenziato che il cotogno C, abbinato a forme di allevamento e impianti superfitti (12.000 piante/ha), deprime la pezzatura in misura significativa rispetto agli altri portinnesti, con un conseguente calo di prodotto commerciale.

Avete quindi una considerevole mole di dati…
Senza dubbio, anche perché contemporaneamente alla prova sul frutteto in produzione fatta nel triennio 2011-2013, nel 2013 sono partite ulteriori prove in un nuovo frutteto entrato in produzione proprio quest'anno, dove sono state messe a confronto differenti dosi di restituzione irrigua in interazione con due diversi metodi di irrigazione, a goccia e ad aspersione. Ormai i dati di questa triennale attività sono tutti elaborati ed il 18 ottobre a Ferrara li presenteremo.

A cura dello Staff Comunicazione Terra&Acqua Tech - Università di Ferrara


Per maggiori informazioni:
Progetto AGER Innovapero - Innovazioni di processo e di prodotto per una pericoltura di qualità
Email: comunicazione@innovapero.it
Web: www.ager.innovapero.it

Data di pubblicazione:



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