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Previsioni produttive e tendenze di mercato analizzate dal Cso a Verona

Kiwi: produzione in aumento in Italia, export da potenziare

Produzione nazionale in lieve aumento (420 mila tonnellate complessive, +5% sul 2012) e di maggiore pezzatura rispetto allo scorso anno, mentre le superfici investite flettono (25 mila ettari, -2% rispetto al 2012) sia per colpa della batteriosi, sia perché diminuiscono gli impianti messi a dimora (con l'eccezione del Sud Italia, dove invece si investe). Intanto l'export continua a crescere d'importanza e si esplorano nuovi mercati, anche se i margini di sviluppo del business Oltralpe restano notevoli e molte potenzialità rimangono inespresse

Questi i principali input emersi dal convegno "Kiwi 2013/2014: previsioni produttive e situazione di mercato" che si è svolto venerdì 3 ottobre in una gremitissima sala convegni del Centro agroalimentare di Verona.

Rispetto alle edizioni precedenti, il tradizionale appuntamento ha dedicato un'ampia finestra anche alla batteriosi e alla moria del kiwi che stanno mettendo a dura prova la coltura in tutta la provincia veronese (cfr. articolo FreshPlaza del 07/10/2013).


Il tavolo dei relatori al convegno sul kiwi. Al centro Elisa Macchi, direttrice Cso.

Dopo gli interventi di saluto dell'assessore all'agricoltura della Provincia di Verona Luigi Frigotto e di Damiano Berzacola, esponente di giunta dell'ente camerale scaligero, il presidente del Consorzio di tutela del Kiwi Fausto Bertaiola ha sottolineato come "la risposta all'emergenza fitopatia è stata tutto sommato adeguata, anche se purtroppo non sufficiente; il territorio si è mobilitato trovando risorse grazie a Camera di Commercio, Provincia e ad alcuni Comuni che hanno messo in campo fondi per due progetti di supporto molto graditi dai produttori, i quali sono chiamati a collaborare sempre di più tra loro per affrontare il difficile momento". "Servirebbe – ha proseguito Bertaiola – un tavolo di confronto tra chi opera a monte della filiera, la Regione e gli enti interessati per migliorare la ricerca e trovare i fondi necessari per indennizzare tutte le aziende colpite dalla Psa, ma c'è bisogno di dati certi sull'estensione della malattia: occorre definire esattamente i contorni del problema."

Il direttore del Cso Elisa Macchi, quindi, è entrata nel dettaglio delle stime di produzione, approfondendo i dati presentati in precedenza in occasione di Macfrut 2013.

Superfici in calo, ma non al Sud
In Italia, per il 2013, si prevede una superficie di 25 mila ettari in produzione, il 2% in meno sul 2012: è il primo anno, ha precisato Macchi, che da questa indagine emerge un dato negativo.



Il Lazio è accreditato di 7.350 ettari (-2% sul 2012); il Piemonte di 5.000 ha (-5%); l'Emilia Romagna si attesta sui 4.000 ha (-5%), mentre il Veneto si ferma a 3.700 ha (-6%).

Al Sud, in Campania e soprattutto Calabria, invece, la superfice aumenta.

Produzione, il Piemonte torna su livelli standard
A livello produttivo, il Piemonte torna su livelli normali dopo il crollo del 2012 causato dal gelo: 98 mila le tonnellate previste, addirittura il 198% in più rispetto all'anno precedente, ma un -20% in confronto al dato della media 2008-2011.

Calano nettamente i raccolti in Veneto: 70 mila tonnellate (-30% sul 2012). Verona, leader indiscussa a livello regionale, fa segnare un calo del 30% delle rese rispetto a un 2012 particolarmente prolifico; segno meno contenuto (-8%) se raffrontato al quadriennio 2008-2011.

Dato produttivo analogo quello dell'Emilia Romagna: anche in questo caso si stima una produzione di 70 mila tonnellate, -2% sul 2012. La provincia di Ravenna dovrebbe chiudere con un +2% sull'anno precedente ma un -2% sul 2008-2011; variazione simile nel territorio di Forlì-Cesena Ravenna (+3% le rese sul 2012) mentre a Bologna le rese aumenteranno in maniera più sensibile.

Situazione a macchia di leopardo in Lazio, dove ci si attende una produzione di 128 mila tonnellate (-4% sul 2012), con situazioni molto diverse da azienda ad azienda: chi ha messo in atto misure anti batteriosi è produttivo, altre aziende sono in ginocchio, ha spiegato Elisa Macchi.

Per quanto riguarda le altre regioni, il Friuli si ridimensiona: areali -4% e produzione -15% sul 2012. In Calabria viene segnalato un forte incremento delle superfici, sia totali che in produzione, ma le rese saranno nettamente inferiori rispetto all’anno passato per un minore carica di frutti e danni da vento: -25% sul 2012.

La Campania aumenta le superfici in produzione: si stima un +10%.

Il dato nazionale in definitiva dovrebbe aggirarsi sulle 420 mila tonnellate (+5% sul 2012) con più qualità (pezzatura migliore); 403 mila le tonnellate commercializzabili, il 7% in più del 2012. "Siamo comunque sotto il potenziale massimo", ha rilevato la direttrice del Cso.

Nell'Emisfero Nord, l'Europa dovrebbe attestarsi nel 2013-2014 a quota 590.900 tonnellate, dato pressoché invariato sul 2012-2013. Cali significativi in Francia (55 mila tonnellate, -13%) e Grecia, nostro forte competitor (102 mila -15% per il clima sfavorevole). Flettono anche la California con meno di 24 mila tonnellate (-23%) e la Corea del Sud, con 11.500 tonnellate (-15%) .

Export da potenziare
Cresce l'importanza dell'estero: nella campagna commerciale 2012-2013 a fronte di un -20% produttivo le vendite Oltralpe sono lievitate facendo segnare un buon prezzo medio: 1,12 euro al kg.

L'andamento delle esportazioni italiane. Clicca qui per un ingrandimento della tabella.


Calano le esportazioni nei Paesi della Ue (Germania -8%, Spagna,+1 Francia -15% e Polonia -30% i principali mercati di riferimento); giù, del 23%, anche le vendite nei Paesi extra-UE (Russia -36%), mentre si fa più corposo il business con Estremo Oriente e Sud America.

Il nostro kiwi sta arrivando in tutto il mondo, ha aggiunto Macchi, ma vi sono grandi margini di miglioramento e la concorrenza è rilevante: la situazione produttiva è aumentata in tutti i principali Paesi produttori, dal 1992 ad oggi, e tutti sono importanti esportatori.

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