Trend di consumo e nuove dimensioni

Frutta e ortaggi: un modo di mangiare, di vivere o di essere?

E' proprio dalla "Grande Mela" (The Big Apple, come viene chiamata New York, NdR) che giungono gli input più popolari sulle nuove tendenze legate all'universo "vegetale" di frutta e verdura: quasi in antitesi alla cultura imperante del junk-food americano, il cosiddetto "cibo-spazzatura", recentemente rimessa in discussione dalla "conversione" ortofrutticola perfino della catena McDonald's che, dopo il via libera alle insalate di pasta, sta decretando l'esodo verso il modello veg-food (vedi).

Pur con un pizzico di delusione per il fatto che gli Stati Uniti debbano traghettare gli stili alimentari del Bel Paese in materia di qualità della vita, bisogna riconoscere agli americani lo sdoganamento dello "smoothie" (il centrifugato di frutta e verdura) come pasto dalle mille declinazioni e adatto ad ogni occasione: una gamma completa, dal dolce al salato, e un'applicazione potenziale che va dalla prima colazione al light-lunch, all'happy-hour, all'integratore dietetico/sportivo, fino alla cura dimagrante/estetica.



Quella dei frullati è solo una delle tante interpretazioni possibili di frutta e verdura "liquida", tra creme, succhi, frappè, con elisir che vanno dalla tipicità alle combinazioni più afrodisiache, senza dimenticare che il centrifugato rimane a tutti gli effetti un efficace coadiutore della regola del "five a day" (le famose 5 razioni tra frutta e verdura al giorno consigliate dai nutrizionisti, NdR) che, sotto allarme da virus influenzale e crisi economica, parrebbe possedere due ulteriori virtù più o meno note: rimedio naturale contro i mali di stagione e stimolatore del livello di felicità umorale.

Almeno questa è la teoria emersa dalla ricerca condotta dagli economisti dell'Università di Warwick in collaborazione con l'US Dartmouth College, che ha evidenziato come il buon umore cresca proporzionalmente all'introduzione costante di frutta e verdura nella dieta quotidiana, calcolando in 7/8 porzioni giornaliere la dose ideale in termini di benessere psico-fisico dell'organismo (leggi qui).

Di tendenza è anche "l'orto fai-da-te" che trasforma i balconi dei condomini urbani in un puzzle di mini-coltivazioni per integrare la spesa quotidiana con frutta e verdura auto-prodotta: si va dalle classiche erbe aromatiche, a vere e proprie miniature di campi di zucchine, pomodori, peperoni, fagiolini nani, melanzane.

Ovviamente, sulla rete spopolano i siti prodigati in consigli per il cultori dell'orto fatto in casa, che sociologicamente hanno già un'identità ben marcata, cioè quella dell'agricoltore urbano che – superati i confini "amatoriali" – si reinventa nella professione di "personal trainer dell'orto urbano", offrendo suggerimenti e consigli dal vivo, o tramite blog.

Con il "rooftop farming", poi, frutta e verdura si coltivano fin sul tetto degli edifici, come mostra una recente "invenzione" che va dilagando nelle grandi metropoli europee e che contagia anche ristoranti e supermercati.

Frutta e verdura, infine, conquistano i riflettori anche al di fuori della filiera agroalimentare: la collezione autunno-inverno 2013-2014 li manderà in passerella non su un carrello, ma sui capi firmati da Dolce&Gabbana e Moschino, che li riproporranno nel cosiddetto "veggie-style" (il nuovo look di abiti e accessori decorati con frutta e verdura), dopo l'inaspettato successo delle prime stampe "veggie" della moda della passata estate.



E in Italia?

Anche l'Italia muove i suoi primi passi verso l'altra faccia del "pianeta cibo". E' così che, nelle maggiori città capoluogo, i centrifugati di frutta e ortaggi rappresentano il nuovo "cornetto-e-cappuccino"; un ottimo compromesso tra energia mattutina, gusto e benessere che – in preda alla ricetto-mania del momento – sta travolgendo la rete con i consigli più disparati per preparare deliziosi "fruit and veggie smoothies".

Frutta e verdura innescano in qualche modo anche canali innovativi di solidarietà sociale, in risposta all'aumento esponenziale delle nuove povertà: gruppi di volontari della Caritas che passano settimanalmente tra i mercati rionali per raccogliere frutta e verdura fresche da distribuire alle famiglie disagiate, per completare la donazione della gamma di prodotti a lunga conservabilità del Banco Alimentare; o ancora, "l'orto-sharing", un'originale forma coltivazione a più famiglie per solidarizzare sulle eccedenze di prodotto.

Scorci di italianità che convivono "diversamente insieme" con le app in vendita su iTunes per seguire la stagionalità degli orti, piuttosto che con gli psico-menù farciti di "sensazioni" per approfondire la giovane abbinata pesce-frutta che dilegua tra i Master-Chief della nouvelle cuisine. Anche questo, in fondo, è "made in Italy".

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