Imprenditrici, il fattore D della ripresa economica

Le donne imprenditrici crescono tre volte, rispetto agli uomini. Per il Sunday Times sono le mumpreneurs, le mamme che si sono messe in proprio dopo la nascita dei figli, che hanno dato una spinta al rilancio economico nel Regno Unito. Infatti, una mamma su 3 ha trasformato passioni e capacità in un business privato.

E l'imprenditoria femminile cresce anche negli Stati Uniti dove, per ogni dieci uomini che iniziano una carriera in proprio, ci sono otto donne che si mettono in gioco.

La grande differenza riguarda le fasce d’età: se gli uomini in maggioranza incominciano nel periodo 18-24 anni, è dopo i 35 anni che le donne iniziano a cogliere opportunità. E' significativo che il 63% di chi frequenta i corsi di StartUp Britain, la campagna del governo per neo-imprenditori sia donna.

Cresce l'imprenditoria femminile, ma non soltanto all'estero. In Italia, secondo Unioncamere, in dodici mesi, da marzo 2012 a marzo 2013, le imprese femminili sono arrivate a 1.424.798, pari al 23,5% del totale. Sono sempre di più le donne che, in seguito alla crisi e grazie alla Rete, si scoprono imprenditrici e si inventano una professione che permette loro di conciliare business e famiglia. Anche se non si riesce ancora a quantificarne l'incidenza sul Pil, tutti assicurano che la ripresa passa anche dalle imprese in rosa.

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