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Paesi Bassi: studio sui metodi piu' efficaci per il raffreddamento delle mele

La refrigerazione delle mele durante il periodo di raccolta necessita di un grande apporto energetico.

Le mele vengono raccolte una volta all'anno, ma poi vengono consumate durante tutto l'anno. Per questo motivo, i frutticoltori olandesi le immagazzinano all'interno di celle frigorifere dove i frutti raggiungono la temperatura di 1°C e vengono conservati in atmosfera controllata. In questo modo, le mele mantengono intatta la loro qualità per tutto l'anno.

Lo svantaggio principale di questo metodo riguarda i sistemi di ventilazione installati nelle celle frigorifere che consumano quantità elevate di energia proprio durante il periodo di raccolta. Per questo motivo, i frutticoltori hanno bisogno di una potenza elettrica elevata, in grado di sopportare il picco di utilizzo. A fianco di ogni cella frigorifera è dunque posizionato un trasformatore che per gran parte dell'anno risulta superfluo.

La società RCT-Rivierenland, che promuove collaborazioni innovative tra industria e mondo agrario, ha organizzato alcuni incontri con gli imprenditori che avrebbero potuto trovare una soluzione a questo problema: grazie all'energia prodotta da pannelli solari, ad esempio, i coltivatori potrebbero fare scorta di ghiaccio durante l'estate che potrebbe essere utilizzato, poi, durante la stagione di raccolta per il raffreddamento delle mele. Questo processo non avverrebbe più tramite sistemi di ventilazione, ma attraverso una vasca d'acqua.

L'acqua possiede un certo numero di caratteristiche positive. Per esempio, c'è bisogno di meno energia per farne scendere la temperatura rispetto a quanta ne serve per raffreddare l'aria. Inoltre, il raffreddamento delle mele avverrebbe in maniera più omogenea con l'utilizzo dell'acqua.

L'impresa edile J.C. Van Kessel, con sede a Geldermalsen, nei Paesi Bassi, ha affidato a Robin Beukers, stagista presso l'Università di Scienze Applicate HAN (Hogeschool van Arnhem en Nijmegen), una ricerca in questo senso. Lo studente ha concluso che il raffreddamento ad acqua delle mele comporterebbe l'uso di molto spazio. Inoltre, bisogna smistare le cassette di frutta e questo comporta lavoro extra o l'utilizzo di macchinari supplementari.

A questo punto, Beukers ha deciso di indagare sui sistemi a spruzzo. Calcoli e test hanno dimostrato che questa procedura è efficace quasi quanto l'immersione. Beukers, infatti, ha immerso nell'acqua una cassa di mele dotata di otto rilevatori di temperatura. Il cuore delle mele ha raggiunto la temperatura desiderata in meno di cinquanta minuti. La temperatura, quindi, è diminuita da 22 °C a 5 °C. La sorpresa è stata che con gli spruzzatori ci sono voluti solo due minuti in più.

Un tempo da record. Con i sistemi di ventilazione attuali, ci vogliono dalle due alle tre settimane prima che la cella sia piena e che la frutta arrivi alla giusta temperatura. Più le mele rimangono calde e più la qualità dei frutti si riduce. "Quando sono calde, le mele perdono zuccheri. Più velocemente si riesce a raffreddarle e più dolce rimane il frutto", ha riferito Beukers.

Fonte: Hogeschool van Arnhem en Nijmegen

Traduzione FreshPlaza Italia. Tutti i diritti riservati.

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