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Le banane dell'Ecuador penalizzate dall'accordo commerciale tra UE, Colombia, Peru' e Centroamerica

Con la recente ratifica da parte del Parlamento europeo (557 voti a favore, 100 contrari e 21 astensioni) dell'accordo di libero scambio tra Unione europea (UE), Perù, Colombia, e di quello di associazione con altri sei paesi dell'America centrale (Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua e Panama), l'Ecuador faticherà a trovare un meccanismo commerciale che gli consenta di ottenere benefici tariffari e mantenere la competitività dei suoi prodotti sul mercato europeo.

I principali favoriti dai nuovi accordi, infatti, saranno proprio gli esportatori frutticoli di Colombia e Perù (in particolare operanti nei settori banane e uva), i quali vedranno abbattersi i dazi doganali, risparmiando 270 milioni di euro l'anno in tariffe.

La strada per un accordo tra Ecuador e UE, invece, non sarà facile, perché il paese da quasi un anno non ha potuto riavviare i negoziati, sottoposti al Sistema di preferenze generalizzate (SPG, plus), che le permette di ottenere alcune diminuzioni dei dazi per un altro anno, ma che non comprende prodotti importanti come le banane.

Così, l'Ecuador dovrà lottare con la concorrenza che potrà godere di tariffe preferenziali a partire dal 2013, dicono gli esportatori. Colombia e Perù, con i loro accordi commerciali, hanno ottenuto i tagli, che verranno attivati via via alle tariffe per le loro banane. A questo si aggiunge il fatto che la Costa Rica, un altro paese concorrente per le banane, gode degli stessi vantaggi.

Gli esportatori riferiscono che, senza un accordo con l'Unione europea, le banane ecuadoriane dovranno sottostare alla riduzione tariffaria concordata dopo la fine della "guerra delle banane", un accordo firmato da 11 paesi latini con l'UE (vedi notizia FreshPlaza del 13/11/2012). Tale patto è stato siglato il mese scorso davanti alla Organizzazione mondiale del commercio (WTO), anche se era già stato proposto a fine 2009 (vedi notizia FreshPlaza del 17/12/2009).

L'Unione europea, che in passato aveva imposto un sistema di quote che i paesi latini consideravano discriminatorio, si è impegnata a ridurre gradualmente la tariffa di 175 euro per tonnellata di banane a 114 euro nel giro di circa 10 anni.

Cecilio Jalil, direttore dell'Associazione dell'industria bananicola ecuadoriana, ha detto che tale riduzione non può essere sufficiente per mantenere la competitività delle banane ecuadoriane e che la Colombia, il Perù e l'America centrale hanno ottenuto una maggiore riduzione nei loro accordi. A suo avviso, questo riduce la capacità esportabile "in quanto ci toccano tariffe più elevate rispetto alla concorrenza" ha concluso.

Fonte: El Universo

Traduzione FreshPlaza Italia. Tutti i diritti riservati.

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