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Fairtrade Italia interviene nel dibattito sul km zero

Paolo Pastore, direttore operativo Fairtrade Italia, ha scritto alla Redazione di FreshPlaza in merito al dibattito sul "km zero" che il recente intervento di Lorenzo Frassoldati, direttore del Corriere Ortofrutticolo, ha contribuito a (ri)aprire e che è stato da noi ripreso nell'editoriale dello scorso 6 dicembre (leggi qui).

Riportiamo integralmente tale importante contributo alla discussione:


"Gentile dottor Frassoldati, ci permettiamo, citati, di inserirci all'interno del dibattito sul km zero suscitato dal suo articolo e ripreso da FreshPlaza. La riflessione sul km zero o meglio, sulle Food Miles, è da sempre presente all'interno del mondo Fairtrade ma nel senso più originario del termine: ovvero in riferimento all'impatto ambientale complessivo delle produzioni oltre a quello sulla distanza percorsa da un prodotto per arrivare sulle nostre tavole".

Fairtrade International, l'organismo che è rappresentato in Italia dalla nostra organizzazione, ha elaborato un proprio documento in proposito in cui, dati alla mano, si evidenzia come l'impatto del trasporto sia davvero residuale rispetto a quello complessivo delle produzioni. Il pubblico italiano ignora che i quantitativi di diserbanti, pesticidi, mangimi impiegati nell'agricoltura e nell'allevamento rappresentano un costo ambientale molto più alto".

"Osserviamo inoltre come le produzioni nei paesi in via di sviluppo abbiano un impatto ambientale mediamente basso... E che tra gli standard Fairtrade un ampio capitolo è dedicato alla riduzione dell'impatto ambientale nelle produzioni con uno sforzo costante e continuo in questa direzione, non improvvisato sull'onda della rinnovata sensibilità a queste tematiche, ma frutto del lavoro di produttori ed operatori".

"Concordiamo con Rossella Gigli: tutto questo dibattito (vero o presunto) sul km zero non tiene conto dei milioni di produttori che dipendono da noi ma anche, aggiungiamo, del reale impatto di queste produzioni... Il Fairtrade è, sì, una cosa seria: non solo per gli standard sociali che lo distinguono, ma anche per il lavoro ormai ventennale di tanti (produttori, aziende, distributori) che hanno creduto e credono in questo sistema".

Cordialmente,
Paolo Pastore, direttore operativo Fairtrade Italia

Data di pubblicazione:



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