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26 e 27 novembre

"Il Desco 2011": a Lucca si riscoprono le castagne"

Un frutto prezioso e antico: in Garfagnana, all'inizio del XX secolo, c'erano ben 18.000 ettari di castagneto. I frutti erano protetti da norme precise degli statuti comunali. Del castagno, infatti, non si butta nulla.

Il castagneto, con i suoi piccoli fabbricati per l'essicazione delle castagne, i sentieri, le carbonaie è uno dei paesaggi più diffusi e tipici della valle. Le cultivar presenti sono varie per assecondare i terreni, l'altitudine, le esposizioni della valle incastonata tra l'Appennino Tosco-Emiliano e le Alpi Apuane, con dislivelli variabili dai 150 ai 1200 metri sul livello del mare.

In una terra di confine, come fu la Garfagnana furono predilette le varietà da farina, che potevano fornire cibo per tutto l'inverno. Tradizionalmente alimentato dal fuoco lento, è nel metato che le castagne, dopo una permanenza di circa 40 giorni, assumono quelle proprietà che saranno poi apprezzate una volta pulite e trasformate in "farina di neccio della Garafagnana" oggi garantita dal marchio IGP.

L'uso della farina di castagne comunemente detta "farina di neccio" è quindi quello più diffuso ed in altri tempi è stata l'equivalente della farina di grano per le zone di pianura. La cucina contemporanea ne ha riscoperto i sapori negli abbinamenti più tradizionali.



Con la farina cotta nell'acqua si prepara la polenta per accompagnare salumi e formaggi. Sempre con la stessa pastella, ma cotta tra testi di ferro sul fuoco vivo, si fanno i necci. Castagnaccio se cotta nel forno con noci, bucce di arancia, olio, rosmarino. Ma anche pane o gnocchi da accompagnare con saporiti ragù di funghi.

Si segnalano progetti come "Adotta un castagno", per la salvaguardia del territorio e del paesaggio montano. L'adozione di un castagno della Garfagnana da però diritto a una serie di piacevoli e golosissimi vantaggi.

E poi è consigliatissima una visita al "Museo del castagno", una vecchia casa in pietra all'ingresso del suggestivo paese di Colognora, nella val di Roggio ospita il Museo del Castagno: la storia del castagno e del castagneto nel primo museo italiano dedicato.

Nella prima settimana di dicembre inoltre Castelnuovo Garfagnana diventa per un giorno la città della castagna, il capoluogo di un territorio e di una cultura. Si festeggia con mercatini artigianali, incontri culturali e, naturalmente, necci, frittelle, ballotte, mondine e castagnaccio.

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