Alla vigilia del primo anno dai tragici fatti di Rosarno, che hanno segnato una pagina negativa, l’iniziativa della Coldiretti Calabria "Non lasciamo sola Rosarno… coltiviamo gli stessi interessi" (vedi precedente articolo) ha riacceso luci su Rosarno (provincia di Reggio Calabria) che, ha subito affermato il presidente della Coldiretti Calabria Molinaro, "non può essere lasciata sola perché è il paradigma dei problemi irrisolti in Calabria e in Italia in tema di accoglienza, integrazione e competitività del settore agricolo ed agroalimentare".

Nell’Auditorium Comunale, gremito da tante persone e con la presenza significativa di tanti sindaci della provincia di Reggio Calabria, da rappresentanti dell’Amministrazione Provinciale e di Associazioni del mondo ecclesiale, della Diocesi di Oppido-Palmi e di Mamma Africa si è svolto un incontro con stampa durante la quale Molinaro ha posto con decisione l’accento sul doppio furto di identità e di valore che subisce l’agricoltura e l’agroalimentare.

Basti pensare, ha affermato, che oggi gli agrumi vengono pagati a solo 7 centesimi al kg e di questi solo 4 centesimi è il valore del succo che vi è nella composizione delle bibite, basterebbe aumentare la percentuale che attualmente è del 12% nelle bibite per assicurare reddito agli agricoltori e condizioni migliori da offrire ai lavoratori, in particolare extracomunitari, che per l’economia della Calabria devono essere considerati una risorsa.

Per fare questo Molinaro ha chiesto a tutti i rappresentanti delle Istituzioni di fare insieme una battaglia per modificare in Parlamento le previsioni della Legge 286 del 1961 e regolamentare una percentuale maggiore di succo di agrumi nelle bibite.

Occorre creare le condizioni, ed una politica di chiarezza sulle scelte che la regione deve fare per continuare ad investire per una agricoltura e turismo di qualità. Ci sono stati poi interventi dei sindaci e rappresentanti delle Istituzioni e delle associazioni. L’iniziativa è poi proseguita in Piazza Valerioti, dove in un clima di solidarietà e condivisione, vi è stata insieme ai lavoratori immigrati la degustazione di prodotti calabresi.