Il sito dell’Australian Broadcast Co. ha segnalato che quest’anno le importazioni statunitensi di agrumi australiani sono crollate, a causa della concorrenza di Cile e Perù.

Mark Hanks della compagnia importatrice DNE World Fruit Sales ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno importato dall'Australia soltanto il 65% del quantitativo normale di agrumi.

Secondo il report, la concorrenza è aumentata due anni fa, quando gli Stati Uniti hanno consentito l'accesso sul mercato agli agrumi cileni. Gli agrumi australiani hanno sofferto in particolare sulla costa ovest. "Praticamente (i cileni) stanno provando a copiare la qualità e le specifiche degli agrumi australiani e si stanno adeguando velocemente alle richieste del mercato", ha affermato Hanks.

L'USDA, il Dipartimento dell'agricoltura statunitense, stima un aumento della produzione agrumicola del Perù di cui gli Stati Uniti – che assorbono il 24% delle spedizioni - sono il secondo mercato di esportazione. Anche Argentina e Uruguay si stanno preparando ad entrare nel mercato statunitense con i loro agrumi.

Secondo altre recenti notizie, come la pioggia danneggia i raccolti di ciliegie in Australia orientale, la siccità sta minacciando il prossimo raccolto di agrumi in quella occidentale. La mancanza di pioggia in questa parte dell'Australia potrebbe compromettere il calibro e la qualità di arance, pompelmi e limoni. E anche la resa potrebbe essere ridimensionata.

Non ci sono state piogge significative per parecchi mesi, ha dichiarato Geoff Fawcett, agrumicoltore australiano. "Per la gran parte di quelli che contano sulle riserve idriche di superficie sono tempi difficili", ha detto.