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"Resoconto Workshop "Modello di sviluppo per i paesi mediterranei per la competitività e la crescita delle imprese"

Albania e Italia più vicine grazie ad una rete di conoscenze che vanno oltre la mera delocalizzazione. Se ne è parlato lo scorso lunedì 22 novembre 2010 nel corso di un workshop organizzato da CDO Network e promosso da CDO Agroalimentare, dal titolo "Modello di sviluppo per i paesi mediterranei per la competitività e la crescita delle imprese".



Sotto la lente, la felice esperienza di imprese che operano da una sponda all’altra del Mediterraneo. Da una parte "Terra Autentica" di Dino Inglese, dall’altra "Sejega" di Genci Mita. Il convegno è stato Presieduto da Camillo Gardini, presidente di CDO Agroalimentare che nel corso dell’incontro ha evidenziato, partendo proprio da quegli esempi, come "le relazioni che si attivano da una delocalizzazione possano andare oltre, facendo nascere progetti di internazionalizzazione".

Un autorevole contributo è stato quello del Vice Ministro dell’Agricoltura della Repubblica albanese, Tokli Tomai che, oltre all’attività politica ricopre anche il ruolo di professore universitario di frutticoltura.

"Solo con l’aggregazione tra imprese si può crescere", è la felice constatazione di Dino Inglese, responsabile di un’azienda che opera in Puglia e che si occupa della trasformazione di prodotti agricoli locali. "Grazie ai rapporti creatisi al Matching sono nati rapporti molto belli che hanno generato sviluppo". Le difficoltà non mancano. Inglese si è rivolto alla Pubblica Amministrazione. "Chiediamo una sburocratizzazione e un maggior dialogo con gli imprenditori".

Genci Mita ha raccontato come si è sviluppata l’impresa Sejega, leader nella produzione di sottaceti, confetture, maionese, ketchup, insalata russa. "Siamo nati nel 1994 con pochi lavoratori e macchinari, nel 2005 abbiamo fatto nuovi stabilimenti implementando la produzione e nuovi rapporti di scambio con l’estero. Il nostro lavoro è fatto di un continuo scambio di rapporti e conoscenze. In questo senso iniziative come il Matching sono essenziali".

L’Albania offre buone prospettive all’Italia e questo non solo perché vi si trova manodopera a basso costo. "La nostra missione di internazionalizzazione – ha detto Vincenzo Papa, presidente CDO Bari – significa collaborazione, una ricchezza derivante dalla conoscenza di altre culture".

Sulla stessa linea anche il Viceministro dell’Albania Tokli Tomai che ha detto di "apprezzare molto il contributo dell’Italia per la realizzazione di progetti col nostro Paese, progetti che aiutano l’Albania ad avvicinarsi all’Europa".

"L’agricoltura – ha continuato – è fondamentale per la nostra economia. Il 19% del Pil è agricolo e offre lavoro al 48% della popolazione. Stiamo inoltre lavorando alla modernizzazione dell’intero comparto, cercando di avvicinarci il più possibile alle regole dell’Unione Europea".

"Ci interessa creare relazioni tra imprese che vogliano svilupparsi diventando modelli di sviluppo agricolo da proporre in futuro - ha concluso Camillo Gardini – Temi come quello dell’alimentazione, infatti, implicano che ogni paese abbia un proprio sviluppo rurale perché da un sano sviluppo rurale si fonda l’economia solida di ogni paese, da quello sviluppato a quello in via di sviluppo".

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