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"Basilicata: assegnato il premio Cia "Donne in campo" 2010"

Le imprenditrici agricole Michela Pascale e Rosanna Di Muro, per l'utilizzo di moderne tecniche di produzione quale il "fuori suolo"; le giornaliste Iranna De Meo e Luigia Ierace, per il significativo apporto dato alla crescita culturale del sistema agricolo regionale attraverso articoli e servizi di informazione; la ricercatrice del Cnr Istituto di Genetica vegetale - Centro tematico per la biodiversità di Policoro Donatella Negro, per aver svolto attività di ricerca sull'influenza di alcune tecniche agroalimentari sulla variazione del contenuto di polifenoli in due cultivar di carciofo: sono queste le vincitrici dell'edizione 2010 del "Premio Donne in Campo promosso dall'Associazione "Donne in Campo" della Cia della Basilicata.

La cerimonia di consegna del Premio si è svolta a Potenza presso il Palazzo Loffredo (Sala del Cortile) ed è stata preceduta da un convegno sul tema: "Prospettive, sviluppo e salvaguardia ambientale. Agricoltura interventi: multifunzionale", con la partecipazione di dirigenti della Cia, esperti ed amministratori locali e regionali.

Tra le "storie" di donne impegnate nei campi, quella di Michela Pascale e Rosanna Di Muro che utilizzano un sistema di coltivazione condotto al di fuori del terreno e che utilizza l'acqua come veicolo di sostanze nutritive per le piante. Il sistema viene utilizzato prevalentemente per le produzioni di fragole e fragoline destinate all'alimentazione umana ed al consumo fresco, con ulteriore caratteristiche afferenti la temporalità dei cicli produttivi, infatti le produzioni arrivano a maturazione e sono pronte per il mercato a partire da metà giugno fino ad ottobre, non accavallandosi con le produzioni delle aree limitrofe ed intensive. L'interesse che queste tecniche di coltivazione stanno riscuotendo risulta legato alla possibilità di ottenere buone produzioni sia dal punto di vista quantitativo e qualitativo e di contenere in modo significativo l'impatto ambientale.

La ricercatrice Donatella Negro, invece, studia i fattori agronomici e colturali che favoriscono la biosintesi e l'accumulo degli antiossidanti nei carciofi. L'estrazione delle sostanze ad attività antiossidanti ha permesso di ricavare informazioni utili ed attualmente poco disponibili, su questi preziosi principi attivi di importanza fondamentale nel settore tecnologico alimentare, in quanto potenzialmente utilizzabili in sostituzione degli attuali integratori sintetici che oggi sono di uso corrente nell'alimentazione umana.

Sui temi specifici che riguardano le condizioni di vita e lavoro in agricoltura, di fronte ad uno stato attuale di continua perdita di risorse umane nel mondo agricolo, di un invecchiamento evidente e preoccupante e con un ricambio generazionale insufficiente, la scelta di un numero importante di donne di gestire e costruire imprese agricole - hanno sottolineato le dirigenti di Donne in Campo - va considerato nelle sue potenzialità innovative.

Donne in Campo - ha detto la presidente regionale Rosanna Bollettino - rileggono e reinterpretano il ruolo dell'agricoltura italiana rivendicando sicurezza alimentare, equilibrio territoriale, conservazione del paesaggio e dell'ambiente, creatività ed innovazione, difesa delle tradizioni e delle culture locali.

Le donne riaffermano così la centralità imprenditoriale che è il perno sul quale ruota lo sviluppo agricolo, il fattore umano come valore economico da incrementare perché la competitività non è garantita dalla struttura aziendale, ma dalla capacità di organizzarla e gestirla.

Le aziende agricole "rosa" - ha affermato il presidente regionale della Cia Basilicata Donato Distefano - svolgono in modo importante specialmente in attività innovative, come ad esempio nell'agriturismo, le cui imprese per il 35 per cento del totale sono condotte da imprenditrici. Crescite significative si sono registrate negli ultimi anni anche nel settore biologico, nelle produzioni di "nicchia" DOP e IGP, nell'ortofrutta e nella vitivinicoltura. Donne che guardano all'impresa con sempre maggiore attenzione, che puntano con caparbietà sulla qualità e sulla tipicità dei prodotti legati al territorio, sulla difesa della biodiversità. Insomma, vere imprenditrici che operano con la dovuta incisività per una competitività reale sui mercati nazionali e mondiali, che fanno dell'innovazione uno strumento indispensabile per crescere e svilupparsi.

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