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"Castagne "ko" a Varese per colpa dell'insetto cinese"

È ancora presto per tracciare il bilancio conclusivo di fine stagione, ma la previsione degli agricoltori del Brinzio è che la raccolta di castagne sia in calo del 70% rispetto a quella dello scorso anno. Colpa dell'andamento ambientale sfavorevole e del Cinipide del castagno, un insetto di origine cinese che attacca, formando delle galle, i germogli del genere Castanea sativa o anche le varietà innestate.

Calcolando che la diminuzione di castagne legata a fattori ambientali è stimata essere del 30%, il Cinipide parrebbe aver "divorato" il 40% della produzione. Un danno che coinvolge gli 11 produttori (tra cui 3 aziende agricole) che fanno parte della Consorzio Castanicoltori di Brinzio, Orino e Castello Cabiaglio, cooperativa agricola nata nel 2009 all'interno del parco del Campo dei Fiori.



"Il danno è ingente – afferma Massimo Piccinelli, titolare dell'omonima azienda agricola e presidente del Consorzio – l'anno scorso ho raccolto 25 quintali, quest'anno solo 5". Nel territorio del Campo dei Fiori sono presenti cinque varietà di castagne, grazie alla quali i soci del Consorzio riescono a produrre birra alle castagne, farina, pasta da cuocere, castagne essiccate e sotto spirito e tanti altri prodotti. La fase della raccolta, che si deve svolgere a mano, coinvolge anche alcune cooperative sociali del territorio.

Insomma, l'insetto asiatico ha funestato il primo anno di vita del Consorzio. "Non è una situazione irrimediabile - spiega l'agronomo Massimo Raimondi – negli anni futuri la situazione si normalizzerà in quanto il Cinipide non uccide il castagno essendo dipendente da esso, ma crea una riduzione della fruttificazione. Come tutti gli insetti, dopo un periodo di crescita esponenziale, la sua popolazione tenderà ad un equilibrio nello sviluppo, grazie anche all'azione del suo antagonista naturale, il parassitoide Torymus sinesi Kamijo".

La lavorazione delle castagne richiede un lungo lavoro. Vengono prima messe a bagno (novena): in questo modo quelle vuote, marce o colpite da larve di insetti tortricidi, vengono a galla e possono essere rimosse. Poi vengono asciugate in alcuni essiccatoi e lavorate. La produzione dei derivati delle castagne è di nicchia e i prodotti sono molto ricercati. L'indotto che la castagna crea è molto rilevante per le economie locali.

I castagneti del Brinzio si estendono su 12 ettari. Il piccolo comune è noto per essere la culla della "civiltà del castagno", motivo per cui viene preso di mira dalle famiglie che nel fine settimana vogliono andare a raccoglierle. "Domenica qui c'erano 15 autobus – continua Raimondi - In questo modo se ne va gran parte del nostro raccolto. La nostra intenzione è quella di intervenire, aumentando la vigilanza. La libera raccolta della castagne nelle aree coltivate a selva castanile è vietata".
Infatti, se la lavorazione delle castagne è faticosa, più ancora lo è la cura della selva castanile, ovvero l'area finalizzata alla coltivazione dei castagni da frutto.

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