Cile: previsto calo del 20 per cento per le esportazioni di albicocche

La compagnia multinazionale per i servizi di consulenza, informazione e controllo di qualità per l'industria ortofrutticola Decofrut calcola per la stagione 2009/10 un volume di 2.135 tonnellate di prodotto esportabile per la campagna delle albicocche cilene. Ciò significherebbe un calo del 20 per cento rispetto alla campagna precedente.

Gli Stati uniti costituiscono il principale mercato di vendita per le albicocche cilene, avendo assorbito durante la campagna 2008/09 ben il 77% dell'intera esportazione (2.062 tonnellate).

La diminuzione produttiva segnalata da Decofrut avrebbe tratto origine da, come si legge nel rapporto: "un insufficiente numero di ore di freddo, problemi di allegagione dei frutti e problemi di fitopatie in alcuni frutteti".

Il Cile è il maggior fornitore di albicocche dell'emisfero meridionale. Oltre agli USA, il paese esporta anche in America Latina (12%) e in Europa (9%).

Il secondo fornitore di albicocche sul mercato statunitense nel periodo controstagionale è la Nuova Zelanda, il cui prodotto giunge proprio sul finire della stagione cilena, per cui i due paesi non sono direttamente concorrenti.

Secondo le informazioni fornite da Decofrut, "si è osservato quest'anno un considerevole aumento (+42 per cento) del volume di albicocche neozelandesi importate dagli Stati Uniti, dovuto principalmente al recupero dopo la netta contrazione del 2008, quando le esportazioni furono particolarmente colpite da siccità e problemi di carattere fitosanitario".

Decofrut specifica inoltre che "a causa di condizioni meteorologiche imprevedibili, ci si attende quest'anno, ufficiosamente parlando, un leggero aumento nelle esportazioni previste per il 2010, con spedizioni concentrate verso la costa occidentale degli States."

Per quanto riguarda il Sudafrica è attesa una diminuzione delle esportazioni di albicocche per questa stagione, stimabile in un calo dell'8 per cento rispetto alla stagione precedente, per un volume di 4.596 tonnellate.

Il mercato statunitense
Decofrut spiega che, nel corso del 2009, la crisi economica degli Stati Uniti "non ha sembrato influire particolarmente sulla domanda di albicocche d'importazione. Tuttavia, alcuni problemi qualitativi (marciumi) sul finire della stagione, hanno disincentivato il consumo".

In quanto alla produzione statunitense di albicocche, l'offerta domestica ha raggiunto quest'anno poco meno di 13.000 tonnellate, con un calo del 12% rispetto al 2008 e di ben il 37% nel confronto con l'annata 2007.

Il calo si deve, secondo Decofrut, "principalmente ad una riduzione dei volumi provenienti dalla California, che si è limitata a rappresentare una quota di 6.000 tonnellate sul totale (-46%), replicando una tendenza al ribasso che si protrae già da tre anni consecutivi. D'altra parte, la produzione di albicocche nello Stato di Washington (6.772 ton) è quasi raddoppiata questa stagione, superando la California, un tempo principale fornitore di prodotto negli States".

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