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Toscana: eolico e solare nei campi per salvare l’agricoltura

Oltre cento agricoltori della Valdera, del Valdarno, della Valdicecina, in Toscana, hanno partecipato a un summit sulla multifunzionalità delle aziende come scenario futuro per la ripresa dell’economia dei campi: eolico, solare, biomassa. Tema molto sentito tra gli imprenditori e l’alta partecipazione ha messo in luce una realtà molto più complessa, con aspettative e posizioni diverse.

Ad organizzare l’evento è stata la Confederazione Italiana Agricoltori (Cia) della Provincia di Pisa e ha visto la partecipazione, ad alti livelli, di Confragricoltura a riprova dell’importanza strategica delle sinergie e collaborazioni per uscire dalla crisi e disegnare un nuovo scenario futuro del comparto locale che ha come punti di forza cereali, vitivinicolo, ortofrutta. Comparto che ha perso in un anno il 30% in produzione e fatturato, con situazioni singole gravissime, ad esempio, per il cerealicolo punto di forza della Valdera e del volterrano.

Massimo Bagnoli, direttore del settore fiscale della Cia Nazionale, ha illustrato il quadro normativo e fiscale dell’impresa multifunzionale, mettendone in luce le attività connesse e la nuova legislazione.

Nicola Caputo, dirigente dell’area servizi giuridici e fiscali di Confagricoltura, ha approfondito gli aspetti giuridici. Significative sono state anche le testimonianze di esperienze aziendali, presentate direttamente dagli agricoltori stessi, vale a dire Buselli, Campani, Pacini, Baroncini e Donati.

Critico l’intervento dell’assessore provinciale Sanavio che, temendo uno sfruttamento eccessivo del suolo con effetti inquinanti irreversibili, ha auspicato un ritorno all’agricoltura che rispetta l’ambiente e valorizza il paesaggio come bene comune, diverso dal paesaggio urbano.

A chiusura dei lavori Giordano Pascucci, presidente Cia Toscana delineando lo scenario della crisi, ha ricordato anche il settore dell’agriturismo che ha registrato un calo significativo di presenze. Oltre il 25% in provincia di Pisa, con punte del 30% in Valdera e Valdicecina. Un nuovo fronte di crisi per un settore finora molto fiorente.

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