Cinquecento agricoltori alla manifestazione delle associazioni agricole a Faenza (RA)

Gli agricoltori sono scesi in piazza a Faenza (RA), per chiedere al governo "attenzione all’agricoltura, settore primario dell’economia del paese, ma ignorato dall’agenda politica". Giovedì mattina 17 settembre 2009, circa 500 agricoltori hanno allineato una trentina di trattori lungo il bordo dell’autostrada, e si sono dati appuntamento nel parcheggio del centro commerciale 'Le Maioliche'. Un altro presidio si è tenuto presso l'uscita del casello di Modena Nord sull'A1.

Tra le principali richieste dei manifestanti, il finanziamento del Fondo nazionale di solidarietà, previsto nel disegno di legge finanziaria che sarà presentato il 30 settembre. Gli agricoltori temono infatti che quel fondo, destinato a coprire il 50 per cento delle spese assicurative contro le calamità naturali (grandine, vento) non sia presentato, come accaduto l’anno scorso. "Dover sostenere anche questa spesa per alcune aziende può significare la chiusura", ha spiegato Mara Biguzzi della organizzazione agricola Cia, presente alla manifestazione insieme a Confagricoltura e Copagri.

Dal palco, il cassone di un camion, l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni ha testimoniato la vicinanza delle istituzioni, Regione, Province e Comuni, al mondo agricolo. Fra i manifestanti erano presenti gli assessori provinciali di Ravenna e Forlì; l’assessore alle attività produttive di Faenza, Stefano Collina; e in fascia tricolore il sindaco di Longiano Sandro Pascucci.

"I prezzi pagati agli agricoltori non coprono i costi di produzione, questo accade solo in agricoltura, gli altri settori produttivi non sono colpiti con tanta pesantezza dalla crisi", ha dichiarato Rabboni. "I governi degli altri paesi europei sostengono la loro agricoltura — ha continuato l’assessore regionale — il governo non solo non dà nuove risorse, le toglie. È il caso della legge sul fondo di solidarietà nazionale a oggi non rifinanziata".

Hanno poi preso la parola i presidenti nazionali delle tre associazioni agricole Federico Vecchioni (Confagricoltura), Giuseppe Politi (Cia), e Fancesco Verrascina (Copagri).

"Negli ultimi dieci anni - dice il presidente della Cia - circa 500mila imprese agricole, in particolare quelle che operavano in zone dimontagna e svantaggiate, hanno chiuso i battenti. Solo nel 2008 più di25 mila sono andate fuori mercato. Il rischio è che nei prossimiquattro-cinque anni altre 250 mila aziende rischiano di cessarel'attività. Senza interventi realmente propulsivi sarebbe una tragediaper l'intero settore''.

Un drappello di agricoltori rimarrà fino al 30 settembre a presidiare il casello dell’A14, distribuendo volantini.

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