Centro Agro-Alimentare di Napoli: depositato il piano concordatario

Scongiurato il fallimento del primo Mercato agroalimentare del Sud Italia. Dopo sei mesi particolarmente impegnativi, il Centro Agro-Alimentare di Napoli (CAAN) ha depositato presso il Tribunale di Nola il piano concordatario, documento con il quale vengono fissati gli obiettivi strategici e gli interventi previsti per i prossimi cinque anni per il rilancio della società partecipata del Comune di Napoli.

"Non sono mancati momenti di tensione e sconforto ma, grazie a un sinergico lavoro di squadra che ha visto, fianco a fianco, giorno e notte, dipendenti, amministratori e consulenti, siamo riusciti a depositare un ottimo Piano Concordatario che consentirà di soddisfare i creditori, garantendo continuità dei servizi e salvaguardia dei livelli occupazionali". Così il presidente del CAAN Carmine Giordano (foto sotto).


"L'accesso al percorso concordatario - ha ribadito Giordano - è stato una scelta altamente strategica per il futuro della realtà mercatale e che trova il suo fondamentale presupposto nei più che positivi risultati economico-funzionali della gestione operativa. Il CAAN è una società viva, che, al netto dell'atavica debitoria con le banche, produce utili e dà lavoro, tra diretti e indotto, a oltre 2.000 unità. E' una società che svolge un importante servizio di pubblico interesse e, in caso di esito positivo e, quindi, di omologa del piano concordatario, potrà finalmente liberarsi del peso dei debiti, così da poter programmare e dettagliare con maggiore concretezza futuri piani di sviluppo e di crescita".

"A nome e per conto di tutti i lavoratori del Centro Agro-Alimentare di Napoli, siamo certi che possano esserci i presupposti per la continuità aziendale, in quanto è già stato dimostrato dai vertici del CAAN, in sintonia con l'Assessore Panini, il gran senso di responsabilità nella risoluzione dei problemi inerenti all'intero indotto", ha commentato Stefano Luciano, presidente Coop Napoli Libera e Consorzio Terra Italiana.

Tramite le pagine de ilmattino.it, l'assessore comunale di Napoli, Enrico Panini ha dichiarato: "Il Caan possiede tutte le carte in regola per divenire un Polo di eccellenza dell'agroalimentare campano; una struttura mercatale di riferimento per l'intero comparto del buon cibo non solo in Italia ma, forte della sua posizione geografica privilegiata, anche per il resto dei Mercati del Mediterraneo. L'amministrazione ha voluto fortemente evitare il fallimento di questa sua partecipata".


Cosa prevede il piano concordatario
Il piano concordatario prevede diversi interventi che consentiranno al CAAN di produrre flussi finanziari da destinare al rimborso dei creditori concorsuali, dedotte le spese correnti di gestione. Gli interventi salienti su cui si fonda il documento sono: un modesto incremento dei ricavi (tramite ottimizzazione degli spazi locati, incremento dei proventi da accessi degli utenti con il previsto completamento delle rampe di accesso alla SP1); la dismissione dell'immobile attualmente in locazione al Cash & Carry entro il 2018, non strettamente strumentale all'attività di impresa; un'ottimizzazione degli incassi dei crediti commerciali tramite il miglioramento della gestione degli spazi locati (avvio e conclusione di sfratti); il recupero di crediti incagliati verso clienti morosi; l'incasso del contributo erogato dal MISE per 4.322.361 euro totali; la stipula di un patto para-concordatario con gli istituti bancari (su 20 anni), in forza del quale permettere il perseguimento della proposta concordataria e garantire la massima e miglior soddisfazione dei creditori sociali.

Il piano ha una durata di 5 anni solari decorrenti dalla data di presunta omologa, che si ipotizza entro il primo semestre del 2019. Due sono gli obiettivi principali: tutelare il buon funzionamento della struttura mercatale e garantire la miglior soddisfazione dei creditori. La passività ammonta a circa 40 milioni di euro.

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