European Fruit Summit 2011

Il terzo European Fruit Summit ha anticipato, in data 4 ottobre 2011, l'apertura di Macfrut (5-7 ottobre), portando a Cesena operatori ed esperti del settore ortofrutticolo, provenienti da tutto il mondo per discutere le piu' recenti tendenze dei principali prodotti ortofrutticoli, tra cui mele, pere, kiwi, agrumi e ortaggi.
Il terzo European Fruit Summit ha anticipato, in data 4 ottobre 2011, l'apertura di Macfrut (5-7 ottobre), portando a Cesena operatori ed esperti del settore ortofrutticolo, provenienti da tutto il mondo per discutere le piu' recenti tendenze dei principali prodotti ortofrutticoli, tra cui mele, pere, kiwi, agrumi e ortaggi.
Il giornalista Mike Knowles, coordinatore dei lavori.
Il giornalista Mike Knowles, coordinatore dei lavori.
I saluti del Sindaco di Cesena, Paolo Lucchi.
I saluti del Sindaco di Cesena, Paolo Lucchi.
I saluti del coordinatore di Cesena Fiera, Luigi Bianchi.
I saluti del coordinatore di Cesena Fiera, Luigi Bianchi.
"E' giunto il momento di avviare quella che si puo' definire la terza rivoluzione industriale – ha affermato il presidente del CSO, Paolo Bruni, nel suo intervento introduttivo – Fino agli anni Novanta gli Italiani si sono limitati a consumare le ricchezze prodotte in precedenza. Piu' tardi e fino ad oggi, il paese e' sopravvissuto sull'onda del debito pubblico. Dalla filiera ortofrutticola, che potrebbe contribuire al rilancio dell'economia italiana, deve partire una nuova concertazione collaborativa, che avvicini i protagonisti della filiera, riducendo al minimo i contrasti tra produttori e distributori"."
"E' giunto il momento di avviare quella che si puo' definire la terza rivoluzione industriale – ha affermato il presidente del CSO, Paolo Bruni, nel suo intervento introduttivo – Fino agli anni Novanta gli Italiani si sono limitati a consumare le ricchezze prodotte in precedenza. Piu' tardi e fino ad oggi, il paese e' sopravvissuto sull'onda del debito pubblico. Dalla filiera ortofrutticola, che potrebbe contribuire al rilancio dell'economia italiana, deve partire una nuova concertazione collaborativa, che avvicini i protagonisti della filiera, riducendo al minimo i contrasti tra produttori e distributori"."
Un momento dell'intervento di apertura di Paolo Bruni.
Un momento dell'intervento di apertura di Paolo Bruni.
Il Summit e' stato seguito da oltre 300 persone, interessate a confrontarsi sui nuovi mercati, sulle loro evoluzioni, sulle strategie per il rilancio dei consumi, sia a livello nazionale che internazionale.
Il Summit e' stato seguito da oltre 300 persone, interessate a confrontarsi sui nuovi mercati, sulle loro evoluzioni, sulle strategie per il rilancio dei consumi, sia a livello nazionale che internazionale.
Elisa Macchi del CSO-Centro Servizi Ortofrutticoli ha introdotto alcune sessioni della giornata, presentando i dati statistici relativi a tre comparti produttivi esaminati: mele, pere e kiwi.
Elisa Macchi del CSO-Centro Servizi Ortofrutticoli ha introdotto alcune sessioni della giornata, presentando i dati statistici relativi a tre comparti produttivi esaminati: mele, pere e kiwi.
Il panel di discussione sul mercato della mela. Da sinistra a destra: Federico Barbi (Melinda), Mauro Bruni (MelaPiu'), Huliyeti Hasimu (Cina) e il moderatore Mike Knowles.
Il panel di discussione sul mercato della mela. Da sinistra a destra: Federico Barbi (Melinda), Mauro Bruni (MelaPiu'), Huliyeti Hasimu (Cina) e il moderatore Mike Knowles.
Mike Knowles ha domandato a Huliyeti Hasimu informazioni sul mercato delle mele in Cina.
Mike Knowles ha domandato a Huliyeti Hasimu informazioni sul mercato delle mele in Cina.
Ne e' emerso che la Cina, pur producendo enormi volumi di mele, ne importa in volumi crescenti (con un tasso del 20-30% in piu' ogni anno). Il consumo interno di mele in Cina e' pari a 28 milioni di tonnellate e l'industria cinese della mela ha bisogno sostanzialmente di due cose: migliori tecnologie per la produzione e una buona qualita' dei frutti. Questi fattori qualitativi ancora favoriscono il consumo di mele estere d'importazione, percepite come migliori e piu' sicure dai consumatori cinesi.
Ne e' emerso che la Cina, pur producendo enormi volumi di mele, ne importa in volumi crescenti (con un tasso del 20-30% in piu' ogni anno). Il consumo interno di mele in Cina e' pari a 28 milioni di tonnellate e l'industria cinese della mela ha bisogno sostanzialmente di due cose: migliori tecnologie per la produzione e una buona qualita' dei frutti. Questi fattori qualitativi ancora favoriscono il consumo di mele estere d'importazione, percepite come migliori e piu' sicure dai consumatori cinesi.
Nella sua analisi della situazione, Federico Barbi di Melinda ha ricordato come per la sua azienda il mercato di vendita principale sia costituito dall'Italia. Cio' non toglie che le dinamiche internazionali non vadano perse di vista. Si pensi ad esempio che, per il futuro, la produzione di Melinda dovrebbe aumentare del 15% fino al 2015; se il mercato interno e' gia' saturo, ovviamente bisognera' rivolgersi altrove.
Nella sua analisi della situazione, Federico Barbi di Melinda ha ricordato come per la sua azienda il mercato di vendita principale sia costituito dall'Italia. Cio' non toglie che le dinamiche internazionali non vadano perse di vista. Si pensi ad esempio che, per il futuro, la produzione di Melinda dovrebbe aumentare del 15% fino al 2015; se il mercato interno e' gia' saturo, ovviamente bisognera' rivolgersi altrove.
Se la produzione di mele e' prevista in crescita quest'anno, si tratta comunque di volumi in linea con le mele, aggiunge Federico Barbi. Semmai il problema sara' quello di collocare sul mercato il prodotto di seconda categoria: in questo caso, Melinda gia' lavora da 3-4 anni (dunque da un tempo relativamente breve rispetto ad altre aziende) con i mercati dell'est o con quelli nordafricani, che richiedono mele di minor prezzo.
Se la produzione di mele e' prevista in crescita quest'anno, si tratta comunque di volumi in linea con le mele, aggiunge Federico Barbi. Semmai il problema sara' quello di collocare sul mercato il prodotto di seconda categoria: in questo caso, Melinda gia' lavora da 3-4 anni (dunque da un tempo relativamente breve rispetto ad altre aziende) con i mercati dell'est o con quelli nordafricani, che richiedono mele di minor prezzo.
Mauro Bruni presenta la testimonianza del consorzio MelaPiu', ricordando che anche in questo caso il mercato di riferimento per le vendite e' al 100% quello italiano, cosa che crea delle difficolta' nel momento in cui i consumi interni diminuiscono.
Mauro Bruni presenta la testimonianza del consorzio MelaPiu', ricordando che anche in questo caso il mercato di riferimento per le vendite e' al 100% quello italiano, cosa che crea delle difficolta' nel momento in cui i consumi interni diminuiscono.
Mauro Bruni interviene anche sulla politica di marca, sottolineando che essa da sola non basta, ma che vanno creati i pre-requisiti perche' un marchio possa funzionare. Nel caso MelaPiu', per esempio, il consorzio si ritrova oggi con volumi inferiori rispetto a quanto preventivato inizialmente.
Mauro Bruni interviene anche sulla politica di marca, sottolineando che essa da sola non basta, ma che vanno creati i pre-requisiti perche' un marchio possa funzionare. Nel caso MelaPiu', per esempio, il consorzio si ritrova oggi con volumi inferiori rispetto a quanto preventivato inizialmente.
Huliyeti Hasimu conclude sulla situazione cinese, ribadendo che al momento il grande paese asiatico non puo' rinunciare ne' alla produzione interna, ne' a quella d'importazione e che una fetta di popolazione con alto reddito (80 milioni di ricchi cinesi) richiede prodotti sani e sicuri. Il problema, per l'Italia, e' costituito semmai dal fatto che questo mercato sia ancora sostanzialmente precluso alle sue produzioni.
Huliyeti Hasimu conclude sulla situazione cinese, ribadendo che al momento il grande paese asiatico non puo' rinunciare ne' alla produzione interna, ne' a quella d'importazione e che una fetta di popolazione con alto reddito (80 milioni di ricchi cinesi) richiede prodotti sani e sicuri. Il problema, per l'Italia, e' costituito semmai dal fatto che questo mercato sia ancora sostanzialmente precluso alle sue produzioni.
Ancora una foto d'insieme del panel discussion sulle mele.
Ancora una foto d'insieme del panel discussion sulle mele.
Il Cav. Paolo Bruni ascolta con interesse, in prima fila. Poco dopo ribadira' la necessita' di un messaggio unico e di un grande progetto coordinato e condiviso per la promozione di frutta e verdura in Europa e altrove.
Il Cav. Paolo Bruni ascolta con interesse, in prima fila. Poco dopo ribadira' la necessita' di un messaggio unico e di un grande progetto coordinato e condiviso per la promozione di frutta e verdura in Europa e altrove.
Elisa Macchi presenta i dati sulla produzione europea di pere e sullo stato dei consumi in Italia, che di fatto sono fermi al palo.
Elisa Macchi presenta i dati sulla produzione europea di pere e sullo stato dei consumi in Italia, che di fatto sono fermi al palo.
Il panel di discussione sulla pera. Da sinistra a destra: Stefano Soli (Alegra), Filip Lowette (BFV - Belgio), Elena Koroleva (7ya - Russia) e Paolo Pari (Apofruit).
Il panel di discussione sulla pera. Da sinistra a destra: Stefano Soli (Alegra), Filip Lowette (BFV - Belgio), Elena Koroleva (7ya - Russia) e Paolo Pari (Apofruit).
Stefano Soli esprime la preoccupazione del settore pera, la cui stagione commerciale e' incominciata al rallentatore. Uno degli aspetti che penalizzano la pericoltura italiana e' la carenza di un coordinamento delle vendite, come invece avviene nel settore della mela italiana. In teoria l'accorpamento sarebbe fattibile: si pensi che solo 10 aziende italiane rappresentano il 70% della pericoltura nazionale! La pera italiana per eccellenza e' la varieta' Abate Fetel.
Stefano Soli esprime la preoccupazione del settore pera, la cui stagione commerciale e' incominciata al rallentatore. Uno degli aspetti che penalizzano la pericoltura italiana e' la carenza di un coordinamento delle vendite, come invece avviene nel settore della mela italiana. In teoria l'accorpamento sarebbe fattibile: si pensi che solo 10 aziende italiane rappresentano il 70% della pericoltura nazionale! La pera italiana per eccellenza e' la varieta' Abate Fetel.
Da parte sua, Paolo Pari sottolinea che, pur concedendo il momento di difficolta', anche dovuto all'immissione precoce del prodotto sul mercato, e' inutile piangersi addosso se poi non si intraprendono delle iniziative concrete.
Da parte sua, Paolo Pari sottolinea che, pur concedendo il momento di difficolta', anche dovuto all'immissione precoce del prodotto sul mercato, e' inutile piangersi addosso se poi non si intraprendono delle iniziative concrete.
La pera Conference belga, come sottolinea Filip Lowette, risponde bene alla congiuntura, in quanto e' riuscita a diversificare i mercati di vendita, affrontando i paesi asiatici quest'anno. Solo sul mercato russo, la Conference belga vende ben il 30% dei suoi volumi.
La pera Conference belga, come sottolinea Filip Lowette, risponde bene alla congiuntura, in quanto e' riuscita a diversificare i mercati di vendita, affrontando i paesi asiatici quest'anno. Solo sul mercato russo, la Conference belga vende ben il 30% dei suoi volumi.
Elena Koroleva della catena russa 7ya testimonia del fatto che l'unica pera nota sul mercato russo sia proprio la Conference belga e olandese, non certo l'Abate di produzione italiana! Quest'ultima viene percepita come troppo costosa, e forse sarebbe meglio presentarla al mercato sfusa e investire un po' di piu' nella promozione.
Elena Koroleva della catena russa 7ya testimonia del fatto che l'unica pera nota sul mercato russo sia proprio la Conference belga e olandese, non certo l'Abate di produzione italiana! Quest'ultima viene percepita come troppo costosa, e forse sarebbe meglio presentarla al mercato sfusa e investire un po' di piu' nella promozione.
Un momento del panel di discussione sulla pera.
Un momento del panel di discussione sulla pera.
"La novita' dell'European Fruit Summit 2011 è stata la new entry della tematica ortaggi. Luciano Trentini, direttore del CSO, ha presentato in apertura del panel una relazione dal titolo "Il mercato degli ortaggi in Europa: evoluzione, tendenze, innovazione"."
"La novita' dell'European Fruit Summit 2011 è stata la new entry della tematica ortaggi. Luciano Trentini, direttore del CSO, ha presentato in apertura del panel una relazione dal titolo "Il mercato degli ortaggi in Europa: evoluzione, tendenze, innovazione"."
Il panel di discussione sugli ortaggi ha visto la presenza di (da sinistra a destra): Paul Demyttenaere (Reo Veiling - Belgio), Cesare Bello' (OPO Veneto), Salvatore Giardina (F.lli Giardina), Paco Borras (Anecoop - Spagna), Alexandra Bogaard (Fris-co - Olanda) e - non inquadrato in questa foto - Francisco Noguerol (AgrupaEjido - Spagna).
Il panel di discussione sugli ortaggi ha visto la presenza di (da sinistra a destra): Paul Demyttenaere (Reo Veiling - Belgio), Cesare Bello' (OPO Veneto), Salvatore Giardina (F.lli Giardina), Paco Borras (Anecoop - Spagna), Alexandra Bogaard (Fris-co - Olanda) e - non inquadrato in questa foto - Francisco Noguerol (AgrupaEjido - Spagna).
Francisco Noguerol (AgrupaEjido - Spagna) ha esaminato il tragico impatto della crisi E.coli-EHEC sul comparto orticolo spagnolo in generale e della regione di Almeria in particolare. Il settore - tra l'altro danneggiato ingiustamente dalla psicosi - ha urgente bisogno di riconquistare in credibilita'.
Francisco Noguerol (AgrupaEjido - Spagna) ha esaminato il tragico impatto della crisi E.coli-EHEC sul comparto orticolo spagnolo in generale e della regione di Almeria in particolare. Il settore - tra l'altro danneggiato ingiustamente dalla psicosi - ha urgente bisogno di riconquistare in credibilita'.
Un momento dell'intervento di Francisco Noguerol.
Un momento dell'intervento di Francisco Noguerol.
"Paco Borras (Anecoop - Spagna) aggiunge tuttavia che la crisi E.coli e' stata soltanto la goccia che ha fatto traboccare il vaso di una situazione gia' compromessa da altri fattori, quali la congiuntura economica sfavorevole e un clima in Europa che non ha stimolato i consumi. In conclusione, dice Borras: "Dimentichiamoci del 2011!"."
"Paco Borras (Anecoop - Spagna) aggiunge tuttavia che la crisi E.coli e' stata soltanto la goccia che ha fatto traboccare il vaso di una situazione gia' compromessa da altri fattori, quali la congiuntura economica sfavorevole e un clima in Europa che non ha stimolato i consumi. In conclusione, dice Borras: "Dimentichiamoci del 2011!"."
Il panel di discussione sugli ortaggi.
Il panel di discussione sugli ortaggi.
Dello stesso parere di Paco Borras e' anche Salvatore Giardina dell'omonima azienda siciliana, il quale cita anche lo scarso appeal di frutta e verdura per un consumatore sempre piu' lontano dalla terra e dall'esperienza contadina e sempre piu' abituato a sapori standardizzati e costanti, che i prodotti ortofrutticoli difficilmente possono offrire. Bisogna ripartire dalla gratificazione del palato del consumatore per rilanciare i consumi di ortofrutta?
Dello stesso parere di Paco Borras e' anche Salvatore Giardina dell'omonima azienda siciliana, il quale cita anche lo scarso appeal di frutta e verdura per un consumatore sempre piu' lontano dalla terra e dall'esperienza contadina e sempre piu' abituato a sapori standardizzati e costanti, che i prodotti ortofrutticoli difficilmente possono offrire. Bisogna ripartire dalla gratificazione del palato del consumatore per rilanciare i consumi di ortofrutta?
Paul Demyttenaere (Reo Veiling - Belgio) nota che l'intero sistema di sicurezza alimentare dell'Unione Europea ha fallito nei confronti della crisi E.coli, mostrando platealmente che la tracciabilita' funziona soltanto a livello dei produttori, ma non nel resto della filiera. Un altro errore di comunicazione e' stato quello di trattare la crisi batteriologica come una crisi chimica, cioe' come se i produttori avessero sbagliato qualcosa, mentre le contaminazioni alimentari intervengono a prescindere dalla bonta' originaria dei prodotti.
Paul Demyttenaere (Reo Veiling - Belgio) nota che l'intero sistema di sicurezza alimentare dell'Unione Europea ha fallito nei confronti della crisi E.coli, mostrando platealmente che la tracciabilita' funziona soltanto a livello dei produttori, ma non nel resto della filiera. Un altro errore di comunicazione e' stato quello di trattare la crisi batteriologica come una crisi chimica, cioe' come se i produttori avessero sbagliato qualcosa, mentre le contaminazioni alimentari intervengono a prescindere dalla bonta' originaria dei prodotti.
A sua volta, Alexandra Bogaard (Fris-co - Olanda), azienda specializzata nell'importazione ed esportazione di ortaggi, denuncia che le conseguenze della crisi E.coli in Olanda e Belgio sono state particolarmente gravi, in quanto i produttori orticoli di quel paese si trovavano nel pieno della loro stagione. A seguito delle ingenti perdite economiche dovute alla psicosi, molti produttori sono andati in fallimento e sono stati costretti a mettere all'asta i propri impianti serricoli per sopravvivere.
A sua volta, Alexandra Bogaard (Fris-co - Olanda), azienda specializzata nell'importazione ed esportazione di ortaggi, denuncia che le conseguenze della crisi E.coli in Olanda e Belgio sono state particolarmente gravi, in quanto i produttori orticoli di quel paese si trovavano nel pieno della loro stagione. A seguito delle ingenti perdite economiche dovute alla psicosi, molti produttori sono andati in fallimento e sono stati costretti a mettere all'asta i propri impianti serricoli per sopravvivere.
"L'intervento di Cesare Bello' ha ribadito come un prodotto sano e sicuro possa essere garantito solo nel contesto di un ambiente di qualita' e non contaminato. Questa condizione e' un valore aggiunto in certi areali italiani. Semmai quello che serve e' la capacita' di gestire le crisi, quando si manifestano, mediante un adeguato sistema di "crisis management"."
"L'intervento di Cesare Bello' ha ribadito come un prodotto sano e sicuro possa essere garantito solo nel contesto di un ambiente di qualita' e non contaminato. Questa condizione e' un valore aggiunto in certi areali italiani. Semmai quello che serve e' la capacita' di gestire le crisi, quando si manifestano, mediante un adeguato sistema di "crisis management"."
Paco Borras sottolinea in chiusura del panel che una comunicazione corretta al consumatore necessita di mezzi e il settore ortofrutticolo si distingue in negativo per l'esiguita' delle risorse destinate a questo scopo. Pur se non mancano alcune iniziative, esse rimangono slegate e non coordinate come dovrebbero.
Paco Borras sottolinea in chiusura del panel che una comunicazione corretta al consumatore necessita di mezzi e il settore ortofrutticolo si distingue in negativo per l'esiguita' delle risorse destinate a questo scopo. Pur se non mancano alcune iniziative, esse rimangono slegate e non coordinate come dovrebbero.
La sessione dedicata agli agrumi viene aperta da Philippe Binard di Freshfel, il quale fornisce i dati previsionali sulla campagna agrumicola 2011/12 per il Bacino del Mediterraneo.
La sessione dedicata agli agrumi viene aperta da Philippe Binard di Freshfel, il quale fornisce i dati previsionali sulla campagna agrumicola 2011/12 per il Bacino del Mediterraneo.
Il panel di discussione sugli agrumi e' cosi' composto (da sinistra a destra): Salvo Laudani (Oranfrizer), lo stesso Philippe Binard (Freshfel) e Paco Borras (Anecoop).
Il panel di discussione sugli agrumi e' cosi' composto (da sinistra a destra): Salvo Laudani (Oranfrizer), lo stesso Philippe Binard (Freshfel) e Paco Borras (Anecoop).
Salvo Laudani rivela che in Sicilia si continua ad investire nella coltivazione di agrumi e che se il calo dei consumi in Europa e' un effetto della crisi economica, e' anche vero che i consumi vanno stimolati e fidelizzati intervenendo ben prima delle crisi!
Salvo Laudani rivela che in Sicilia si continua ad investire nella coltivazione di agrumi e che se il calo dei consumi in Europa e' un effetto della crisi economica, e' anche vero che i consumi vanno stimolati e fidelizzati intervenendo ben prima delle crisi!
Binard ribadisce l'importanza di una informazione al pubblico, volta a ripristinare l'immagine positiva del settore dopo la crisi E.coli, anche con iniziative di promozione per ogni singolo Paese.
Binard ribadisce l'importanza di una informazione al pubblico, volta a ripristinare l'immagine positiva del settore dopo la crisi E.coli, anche con iniziative di promozione per ogni singolo Paese.
La giornata prosegue con il panel di discussione sul kiwi. Da sinistra a destra: Blair Hamill (Zespri Europe), Huliyeti Hasimu (Cina), Elena Koroleva (7ya - Russia) e Masco Salvi (Gruppo Salvi).
La giornata prosegue con il panel di discussione sul kiwi. Da sinistra a destra: Blair Hamill (Zespri Europe), Huliyeti Hasimu (Cina), Elena Koroleva (7ya - Russia) e Masco Salvi (Gruppo Salvi).
Blair Hamill della Zespri Europe fa il punto sulla situazione della batteriosi del kiwi, contro la quale si sta lavorando tanto in Nuova Zelanda quanto in Italia e parla della ricerca varietale su nuove cultivar di kiwi a polpa gialla che possano risultare piu' resistenti al batterio PSA.
Blair Hamill della Zespri Europe fa il punto sulla situazione della batteriosi del kiwi, contro la quale si sta lavorando tanto in Nuova Zelanda quanto in Italia e parla della ricerca varietale su nuove cultivar di kiwi a polpa gialla che possano risultare piu' resistenti al batterio PSA.
Marco Salvi prosegue rivelando che solo nelle aziende del Gruppo Salvi si sono dovuti estirpare 200 ettari di actinidieti di kiwi giallo colpiti dalla batteriosi. Per quanto riguarda la produzione italiana di kiwi verde, Salvi osserva che dovrebbe risultare nella media, dopo una produzione abbastanza scarsa nel 2010. In ogni caso, Marco avverte che non si deve perdere di vista quanto accade nel resto del mondo: l'Iran, per esempio, sta crescendo molto rapidamente come produttore di kiwi e comincia ad avere influenza sul mercato russo, uno dei tradizionali sbocchi commerciali del kiwi italiano. Stessa situazione in Grecia, dove la produzione di actinidia - estesa su 6.500 ettari - potrebbe raddoppiare nel giro di pochi anni, facendo della Grecia un competitor diretto per l'Italia. Per questo il settore del kiwi italiano non deve sedersi sugli allori, ma cercare l'espansione su nuovi mercati premianti.
Marco Salvi prosegue rivelando che solo nelle aziende del Gruppo Salvi si sono dovuti estirpare 200 ettari di actinidieti di kiwi giallo colpiti dalla batteriosi. Per quanto riguarda la produzione italiana di kiwi verde, Salvi osserva che dovrebbe risultare nella media, dopo una produzione abbastanza scarsa nel 2010. In ogni caso, Marco avverte che non si deve perdere di vista quanto accade nel resto del mondo: l'Iran, per esempio, sta crescendo molto rapidamente come produttore di kiwi e comincia ad avere influenza sul mercato russo, uno dei tradizionali sbocchi commerciali del kiwi italiano. Stessa situazione in Grecia, dove la produzione di actinidia - estesa su 6.500 ettari - potrebbe raddoppiare nel giro di pochi anni, facendo della Grecia un competitor diretto per l'Italia. Per questo il settore del kiwi italiano non deve sedersi sugli allori, ma cercare l'espansione su nuovi mercati premianti.
Huliyeti Hasimu ricorda che, sebbene la Cina sia la patria storica del kiwi, la produzione interna del Paese non e' ancora in grado di soddisfare la domanda.
Huliyeti Hasimu ricorda che, sebbene la Cina sia la patria storica del kiwi, la produzione interna del Paese non e' ancora in grado di soddisfare la domanda.
La Russia, non producendo affatto kiwi, e' costretta a rifornirsene dall'estero - commenta Elena Koroleva. Il principale fornitore di kiwi verso la Russia e' stata fin qui l'Italia, anche perche' il prodotto cileno ha prezzi troppo elevati. Ma presto - come gia' sottolineato da Marco Salvi - altri attori potrebbero affacciarsi su questo mercato.
La Russia, non producendo affatto kiwi, e' costretta a rifornirsene dall'estero - commenta Elena Koroleva. Il principale fornitore di kiwi verso la Russia e' stata fin qui l'Italia, anche perche' il prodotto cileno ha prezzi troppo elevati. Ma presto - come gia' sottolineato da Marco Salvi - altri attori potrebbero affacciarsi su questo mercato.
In conclusione dei lavori, e' stato chiamato per un intervento Mario Tamanti, direttore di Apofruit, il quale ha auspicato, tra le altre cose, una nuova OCM-Organizzazione Comune di Mercato, che possa rispondere ai momenti di surplus produttivo con meccanismi piu' efficaci di ritiro del prodotto. Oltre a cio', molto utile sarebbe avviare un osservatorio europeo, che veda alleate Italia, Francia e Spagna, per comprendere meglio l'andamento dei mercati e delle produzioni.
In conclusione dei lavori, e' stato chiamato per un intervento Mario Tamanti, direttore di Apofruit, il quale ha auspicato, tra le altre cose, una nuova OCM-Organizzazione Comune di Mercato, che possa rispondere ai momenti di surplus produttivo con meccanismi piu' efficaci di ritiro del prodotto. Oltre a cio', molto utile sarebbe avviare un osservatorio europeo, che veda alleate Italia, Francia e Spagna, per comprendere meglio l'andamento dei mercati e delle produzioni.
Un momento dell'intervento di Mario Tamanti.
Un momento dell'intervento di Mario Tamanti.
Il coordinatore dei lavori, Mike Knowles, legge infine ai presenti un messaggio di Dacian Ciolos, Commissario all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale dell'EU, indirizzato ai partecipanti al Summit.
Il coordinatore dei lavori, Mike Knowles, legge infine ai presenti un messaggio di Dacian Ciolos, Commissario all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale dell'EU, indirizzato ai partecipanti al Summit.

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