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Italia Ortofrutta sulla Pac 2028-2034:

"Modifiche incomprensibili che indeboliscono il sistema ortofrutticolo italiano"

"La proposta di riforma così com'è ci penalizza. Vogliamo continuare a poter giocare in attacco in un quadro di regole chiare, semplici e uguali in tutta Europa". Italia Ortofrutta Unione Nazionale, attraverso il presidente Andrea Badursi e il direttore Vincenzo Falconi, ha presentato a Bruxelles, a diversi esponenti delle istituzioni europee (e anche nazionali e regionali), il Position paper sulla riforma della PAC e sul futuro dell'Intervento settoriale ortofrutta condiviso dalle oltre 160 OP e AOP aderenti. L'obiettivo è difendere il ruolo strategico delle Organizzazioni di Produttori e delle Associazioni di Organizzazioni di Produttori, pilastro fondamentale della competitività del comparto ortofrutticolo italiano ed europeo.

Italia Ortofrutta ha espresso forte preoccupazione per le ipotesi contenute nelle bozze dei nuovi regolamenti europei, a partire dall'introduzione del cosiddetto "Fondo Unico" che rischia di generare profonde disuguaglianze tra Stati membri, lasciando ai singoli Paesi la gestione delle risorse e delle tempistiche di attuazione. Questo determinerebbe la perdita dell'uniformità applicativa oggi garantita dal Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (FEAGA) e aprirebbe la strada a ritardi burocratici incompatibili con le esigenze delle imprese ortofrutticole, che operano su prodotti deperibili e in mercati altamente competitivi.

© Italia OrtofruttaVincenzo Falconi e Andrea Badursi al Parlamento Europeo

L'Unione Nazionale sottolinea inoltre che l'attuale Organizzazione Comune dei Mercati (OCM) Ortofrutta ha sempre rappresentato una politica orientata al mercato e non al sostegno passivo del reddito. Il supporto economico alle OP e AOP è infatti legato al Valore della Produzione Commercializzata (VPC), incentivando le imprese ad aggregare produttori, concentrare l'offerta, investire in innovazione e migliorare la propria competitività.

"Un cambiamento insensato e immotivato di cui non comprendiamo ragioni e finalità, ma che rischia di vanificare 30 anni di lavoro e aggregazione che hanno prodotto risultati tangibili in termini di crescita delle imprese e competitività del nostro settore" afferma Andrea Badursi, presidente di Italia Ortofrutta.

"La flessibilità del budget e la certezza dei tempi di approvazione ed erogazione delle risorse sono stati elementi fondamentali del successo dell'OCM Ortofrutta. Eliminare questi virtuosismi significherebbe frenare la crescita aggregativa e rendere il sistema statico, meno competitivo e più burocratico", sottolinea il direttore Vincenzo Falconi. "Non chiediamo aumenti delle risorse, le nostre OP sono capaci di competere e fare reddito sul mercato, ma hanno bisogno di regole chiare e uniformi".

Italia Ortofrutta evidenzia inoltre come il plafonamento delle risorse e l'introduzione di un possibile cofinanziamento nazionale rischino di ridurre ulteriormente la capacità delle OP di aggregare nuovi produttori e di investire in sviluppo, generando sperequazioni tra i diversi Paesi europei. L'Unione ricorda che l'intervento settoriale ortofrutta rappresenta appena l'1,3% dell'intero bilancio PAC europeo – circa un miliardo di euro annui – ma ha prodotto risultati estremamente rilevanti in termini di organizzazione dell'offerta, crescita imprenditoriale e competitività del settore.

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