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Le testimonianze di Coop e Conad

Avocado domina, mango accelera: strategie e prospettive della GDO italiana

Nel panorama della Grande distribuzione organizzata italiana, le strategie sull'ortofrutta esotica stanno evidenziando traiettorie sempre più definite, con avocado e mango al centro di una trasformazione strutturale della categoria. I due frutti, pur condividendo una crescita significativa, mostrano caratteristiche profondamente diverse in termini di peso economico, gestione della filiera e prospettive di sviluppo. Se ne è parlato all'interno di "Mango and Avocado Explosion", focus che ha approfondito i temi legati ai due prodotti tropicali durante la tre-giorni di Macfrut.

Nicola Buoso, senior buyer frutta esotica di Conad, e Fabio Ferrari, responsabile nazionale reparto frutta e import di Coop, hanno raccontato del crescente ruolo che mango e avocado hanno nelle rispettive catene distributive.

© Maria Luigia Brusco | FreshPlaza.it
Nicola Buoso, senior buyer frutta esotica di Conad

"Le vendite di mango e avocado nel mondo Conad rispecchiano abbastanza fedelmente l'andamento del mercato nazionale. Oggi stiamo performando bene su entrambe le referenze e su entrambi i comparti. Più che limitarci ai numeri, è interessante condividere la nostra visione – ha dichiarato Buoso – Se consideriamo il nostro fatturato esotico complessivo, includendo anche banane e ananas, l'avocado ha ormai superato nettamente l'ananas, cosa che fino a pochi anni fa sembrava impensabile. Per quanto riguarda il mango, stiamo monitorando con attenzione una crescita che è continua, anche se partita più tardi rispetto ad altri mercati. Non siamo stati pionieri, ma quando entriamo in una categoria riusciamo comunque a sviluppare numeri interessanti. Negli ultimi tre anni abbiamo triplicato il fatturato. Oggi, all'interno del nostro comparto esotico, l'avocado pesa circa il 15%, mentre il mango si attesta tra il 2 e il 3%".

"Guardiamo con grande attenzione al Nord Europa, dove il consumo pro capite di avocado è tra 1,7 e 1,8 chilogrammi, contro gli circa 800 grammi dell'Italia – ha sottolineato Buoso – Questo ci fa pensare che ci siano ancora ampi margini di crescita, anche grazie alla versatilità del prodotto. Sul mango stiamo lavorando molto, considerandolo sempre più un frutto centrale nelle abitudini di consumo. Il nostro obiettivo è ambizioso: puntiamo a raggiungere le quote storiche dell'ananas. È un percorso lungo e impegnativo, ma è chiaramente la direzione in cui vogliamo andare".

© Maria Luigia Brusco | FreshPlaza.it
Fabio Ferrari, responsabile nazionale reparto frutta e import di Coop

"Anche per noi di Coop il mondo dell'esotico è trainato principalmente dall'avocado, che oggi pesa circa il 70% del comparto. Negli ultimi tre o quattro anni ha registrato incrementi davvero significativi, con una crescita a volume superiore al 60%. Il mango non ha ancora raggiunto le stesse performance, ma resta comunque un prodotto in sviluppo, con un aumento intorno al 30% nello stesso periodo – ha affermato Ferrari – Per dare un'idea del peso della categoria, oggi l'avocado, a valore, supera comparti importanti come quello delle ciliegie, pur essendo questi ultimi limitati stagionalmente. Va inoltre precisato che, quando parliamo di esotico, escludiamo il mondo delle banane. Sempre in termini di valore, l'avocado rappresenta ormai circa il 30% del giro d'affari delle banane ed è destinato a crescere ulteriormente".

"Sul fronte della valorizzazione – ha continuato il responsabile di Coop – abbiamo intrapreso un percorso preciso già da qualche tempo. Circa quattro anni fa, abbiamo introdotto la marca d'insegna su tutto il comparto esotico, partendo proprio dall'avocado. Inizialmente erano presenti due varietà, la verde e la Hass, ma oggi il mercato è completamente orientato su quest'ultima, che copre circa il 95% delle vendite. Anche sul mango abbiamo lavorato in questa direzione, sviluppando due referenze distinte, una via mare e una via aerea. Accanto a questi prodotti, la nostra offerta comprende inoltre papaya, bananito, lime e passion fruit. Si tratta di un comparto su cui stiamo investendo con convinzione, perché riteniamo che abbia ancora ampi margini di crescita e possa giocare un ruolo sempre più rilevante nelle abitudini di consumo".

© Msphotographic | Dreamstime

Nel 2025 mango in crescita, rallenta l'avocado
I dati di CSO Italy relativi al 2025 evidenziano un cambio di ritmo nel comparto: il mango ha accelerato sensibilmente, registrando una crescita importante, mentre l'avocado ha mostrato un rallentamento. La sua crescita prosegue, ma con intensità inferiore rispetto agli anni precedenti.

"Se parliamo di tassi di crescita, l'avocado è partito prima e questo spiega perché oggi, pur avendo ancora margini di sviluppo, registri dinamiche più rallentate sul fronte delle vendite. Il mango, invece, ha vissuto una vera e propria esplosione, soprattutto negli ultimi due anni e in particolare nel 2025 – ha sottolineato Buoso di Conad – Oggi fornitori e importatori hanno compreso meglio quale sia il prodotto richiesto dal consumatore e stanno lavorando in modo più mirato sulla selezione. Questo ha permesso di portare a scaffale un'offerta sempre più in linea con le aspettative del cliente, contribuendo a spiegare le performance registrate".

E Ferrari di Coop ha aggiunto: "Il mango ha registrato una crescita costante negli anni, seguita da una fase di stabilità tra il 2023 e il 2024, per poi esplodere nel 2025. Probabilmente, come accennava anche il collega, è cambiato il modo in cui il consumatore si approccia a questo prodotto, ma è evoluto anche il lavoro della Grande distribuzione insieme ai fornitori, che oggi dispongono di processi più avanzati, soprattutto sul fronte della lavorazione e della maturazione. La vera differenza, infatti, è riuscire a portare a scaffale un frutto correttamente maturo e pronto al consumo, cosa che fino a qualche anno fa non accadeva con regolarità".

© Valentyn75 | Dreamstime

Mango e avocado di origine italiana in assortimento, sì o no?
"Stiamo facendo quello che è il nostro mestiere: valutare e testare – ha spiegato Buoso – Attraverso le nostre sei cooperative sul territorio stiamo sperimentando sia l'avocado sia il mango italiani, cercando di capire quale potrà essere il ruolo di un'ulteriore referenza da inserire in assortimento. I dati ci indicano che probabilmente sarà necessario ampliare la proposta al cliente, ma molto dipenderà dalla capacità della produzione italiana di sostenere questo sviluppo. Ci sono agronomi e specialisti che stanno lavorando su queste colture e l'auspicio è che possano offrirci un prodotto non solo in grado di affiancare quello attuale, ma magari anche di superarlo, con il valore aggiunto dell'origine italiana".

A sua volta, Ferrari ha spiegato: "Siamo molto sensibili al tema dell'origine italiana. Da alcuni anni proponiamo prodotto nazionale e, già due anni fa, abbiamo sviluppato la marca d'insegna su referenze di origine Italia. L'approccio è iniziato circa quattro o cinque anni fa, affrontando le inevitabili difficoltà legate soprattutto alla forte frammentazione produttiva, in particolare in Sicilia. È stato necessario tempo per mettere insieme i diversi attori della filiera, ma i risultati stanno arrivando. Parliamo ancora di volumi contenuti, ma significativi: oggi, per esempio, il prodotto italiano rappresenta circa il 4% delle vendite annue di avocado. Diverso il discorso per il mango: anche in questo caso il presidio c'è e ci siamo attivati da qualche anno, ma la finestra produttiva è molto breve. Per realtà strutturate come la nostra diventa difficile cogliere appieno le potenzialità, considerando che il periodo si concentra sostanzialmente nel mese di agosto".

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