Nonostante l'attuale assenza di incarichi lavorativi, non riesco ad affrontare la lista della spesa senza indossare i panni dell'esperto o presunto tale, probabilmente per un'incrollabile autostima conservativa.
E così, vagabondando per i vari reparti ortofrutta che abbondano nel mio perimetro di quartiere con variegate maglie di insegna, mi sono reso conto che se acquisto un prodotto classificabile come premium, per claim dichiarata o per semplice associazione di fascia prezzo, viene meno ogni tolleranza giustificabile dalle ben note peripezie che ogni prodotto deve affrontare tra la raccolta e la messa in tavola, passando per le ore di trasporto, la rotazione di stock più o meno in-time, la sosta sui banchi, la manipolazione e ogni altra difficoltà che si possa frapporre tra l'essere perfetto, mediocre, impresentabile.
© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itGiancarlo Amitrano
Le referenze entry level o main stream spesso hanno un decadimento veloce derivante dalla massificazione espositiva e anche per l'addetto non risulta semplice manutentare
il banco in maniera impeccabile vista anche la numerica degli slot. Ma il prodotto extra premium nella maggior parte dei casi non subisce l'onta della sovraesposizione,
fattore che anche visivamente ne facilita la cura, la mondatura ove possibile, la cernita e la conseguente perfettibilità visiva.
E dando per scontato che tutta la filiera abbia dato il meglio di se per preservare le caratteristiche premium del prodotto, ritengo che se al reparto si evidenzi una qualsivoglia difettosità, il frutto, o la confezione, debbano essere cestinati senza remore. Del resto il teorema recita: in amore nessuna pietà, e la qualità dichiarata è atto d'amore per eccellenza. Ovviamente potrebbe risultare eretico richiedere al repartista di approcciare con due pesi e due misure al suo assortimento, ma il messaggio che voglio far passare è che l'impegno preso verso il cliente spendendo il concetto premium non può ammettere giustificazioni, partendo dall'assunto che chi lo sceglie ha di sua sponte scartato tutte quelle che ne avrebbero sconsigliato l'acquisto e ponendo nel prezzo fuori linea la
maggior delle sue aspettative.
© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.it
Scegliere una confezione di fragole extra, a grammatura quasi sempre ridotta, pagarla abbondantemente oltre i 4 euro per poi scoprire alla sua apertura che alcuni frutti sono stramaturi o con muffa o insapori, comporta una delusione che marchia a vita prodotto e insegna, trasformando il suo abbandono da tradimento a rivalsa.
L'insostenibile leggerezza delle linee premium: possiamo in conclusione affermare che risiede proprio nell'assenza di ammortizzatori dell'anima che trasformino la delusione in una catarsi dell'atto d'acquisto, con la conseguente impossibilità di redimere il trauma subito.
Giancarlo Amitrano
Esperto retail
(Rubrica num. 88)