State utilizzando un software che blocca le nostre pubblicità (cosiddetto adblocker).

Dato che forniamo le notizie gratuitamente, contiamo sui ricavi dei nostri banner. Vi preghiamo quindi di disabilitare il vostro software di disabilitazione dei banner e di ricaricare la pagina per continuare a utilizzare questo sito.
Grazie!

Clicca qui per una guida alla disattivazione del tuo sistema software che blocca le inserzioni pubblicitarie.

App icon
FreshPublishers
Apri nell’app
APRI

Quattro catene di supermercati accusate di ingannare sull'origine di frutta e verdura

Il 7 aprile Carrefour, Leclerc, Lidl e Aldi sono state richiamate all'ordine dall'autorità francese per la lotta alle frodi (DGCCRF) per pratiche commerciali ingannevoli, relative al mancato rispetto delle norme sull'indicazione dell'origine dei loro prodotti ortofrutticoli e, in alcuni casi, anche sui prezzi. Hanno sei mesi di tempo per adeguarsi.

© Rene Van Den Berg | DreamstimeFoto a scopo illustrativo

Carrefour è stata condannata a "cessare le sue pratiche commerciali ingannevoli relative all'origine e ai prezzi di frutta e verdura"
Tra giugno 2024 e giugno 2025 la DGCCRF ha condotto indagini in diversi punti vendita Carrefour in tutta la Francia, rilevando pratiche commerciali ingannevoli ricorrenti e: "violazioni delle norme che regolano la pubblicità di frutta e verdura". Nei suoi cataloghi cartacei e digitali, Carrefour è accusata di creare confusione sull'origine dell'ortofrutta effettivamente disponibile nei suoi negozi. Le indagini hanno rivelato una mancanza di chiarezza riguardo all'origine dei prodotti in vendita, con indicazioni poco visibili o difficili da associare. Sono state riscontrate anomalie anche nei prezzi promozionali esposti, che a volte differivano da quelli effettivamente applicati alla cassa.

La cooperativa GALEC LECLERC deve "fornire ai consumatori informazioni precise e inequivocabili sull'origine di frutta e verdura"
Nel caso di Galec Leclerc, la DGCCRF ha puntato il dito contro le informazioni sull'origine di frutta e verdura che erano: "incomprensibili, imprecise, ambigue e che utilizzavano caratteri di difficile lettura", nelle sue pubblicazioni e nei cataloghi promozionali. Ad esempio, l'origine non era indicata, oppure ne venivano menzionate diverse per lo stesso prodotto, oppure l'indicazione dell'origine appariva lontana dal prodotto o su una pagina diversa con un segno di riferimento difficile da distinguere.

ALDI "condannata a cessare le sue pratiche commerciali ingannevoli"
La DGCCRF ha criticato Aldi per aver indicato origini alternative, per aver utilizzato un carattere tipografico non conforme (in termini di dimensione e tipo) per indicare il Paese di origine e per aver: "indicato la nazione di origine rimandando l'informazione in fondo alla pagina, che non si trova nello stesso campo visivo delle caratteristiche essenziali della frutta o della verdura". Questi fatti sono stati riscontrati nei volantini cartacei e online.

LIDL "condannata a cessare le sue pratiche illegali"
I funzionari incaricati del controllo hanno riscontrato che Lidl stava "creando confusione sull'origine della frutta e della verdura effettivamente disponibile nei propri punti vendita", nei propri volantini cartacei e online (dimensione del carattere e visibilità delle informazioni relative all'origine, indicazione di origini multiple), nonché in uno spot radiofonico (mancanza di informazioni sulle origini).

Per maggiori informazioni:
economie.gouv.fr/dgccrf

Data di pubblicazione:

Articoli Correlati → Vedi