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Italian Variety Club

Uva da tavola: aggiornamenti sul programma di miglioramento genetico

Si è svolta nei giorni scorsi in Puglia, a Locorotondo (BA), presso il Centro di Ricerca CRSFA Basile Caramia, una giornata dedicata alla presentazione del programma di miglioramento genetico dell'uva da tavola della Rete di Imprese Italian Variety Club (IVC).

Un momento durante i lavori

Nata nel 2015, la Rete IVC è costituita oggi da 20 imprese leader del settore ortofrutticolo italiano e da due enti di ricerca, Sinagri spin off dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro e Centro di Ricerca Sperimentazione e Formazione in Agricoltura "Basile Caramia" (CRSFA) di Locorotondo.

Qui e nelle immagini sottostanti: dettagli della mostra pomologica

A differenza degli anni scorsi, l'incontro è stato aperto non solo ai soci, ma anche ad altre realtà del territorio, al fine di condividere gli obiettivi comuni della costituzione, moltiplicazione e utilizzo di germoplasma interessante e innovativo.

Dopo i saluti iniziali di Nicola Borracci, presidente della Rete IVC, hanno preso la parola Carlo Fideghelli, Presidente del Comitato Tecnico Scientifico, Costantino Pirolo, Responsabile Tecnico del Progetto e Luigi Catalano, del CTS della Rete.

Fideghelli, esperto pomologo e breeder di fama internazionale, ha illustrato la complessità e la durata dei programmi di miglioramento genetico, che richiedono diversi anni per costituire una collezione di migliaia di semenzali e selezionare degli individui pari o superiori alle varietà attualmente in commercio. Nella relazione presentata, ha indicato i numeri raggiunti negli otto anni di attività della Rete, che oggi dispone di 30.000 semenzali in valutazione, di cui il 75% proveniente da incroci realizzati per il carattere dell'apirenia, il 25% per la resistenza a malattie crittogamiche (oidio e peronospora). Nella vasta gamma di materiale genetico creato si rintracciano innumerevoli caratteri innovativi e molto interessanti, come nuove tonalità di colore e nuovi sapori, spesso provenienti da fonti utilizzate per la resistenza. Questi ultimi due aspetti, infatti, provengono da vitigni americani o asiatici, specie diverse dalla Vitis vinifera, presenti nelle collezioni del CRSFA a seguito di accordi di ricerca con Università e Istituzioni di altri Paesi.

Tra i risultati concreti, Fideghelli riporta la trasmissione delle domande di privativa al CPVO (Community Plant Variety Office) per poter commercializzare in modalità protetta 5 selezioni, anche se a tal proposito chiarisce che trattasi di un iter costoso e lungo, che necessita di un quinquennio. Per questo propone di estendere la valutazione delle selezioni avanzate per poter decidere in modo oculato quali di esse davvero meritino di andare avanti.

Costantino Pirolo, invece, ha presentato l'organizzazione della Rete, spiegando il team e le competenze create in seno al gruppo e le strutture realizzate o messe a disposizione dai due Enti di Ricerca partner del progetto. Oggi la Rete dispone di differenti sedi operative, dalla Puglia alla Basilicata e alla Sicilia, tra strutture sperimentali e campi-prova dei soci. Subito dopo ha avviato la presentazione delle selezioni costituite, dando ampio spazio alla illustrazione delle caratteristiche qualitative delle future varietà.

Al termine della presentazione, Costantino ha invitato la platea ad eseguire una attenta valutazione delle uve in mostra, ribadendo l'importanza di esprimere con precisione un giudizio sulle qualità organolettiche da parte degli attori della filiera.

E' intervenuto, come accennato, anche Luigi Catalano, esperto tecnico e direttore Civi Italia, il quale ha illustrato le prospettive della Rete e le future progettualità inerenti il PNRR, con possibilità di accedere a finanziamenti per migliorare la ricerca di settore.

Tra i soci finanziatori è intervenuto Nicola Giuliano di Pugliafruit, azienda leader mondiale del settore dell'uva da tavola, che ha voluto sottolineare l'importanza della ricerca e dell'innovazione per la competitività italiana.

Attraverso la compilazione di schede sensoriali, un team composto dai soci della Rete e loro referenti, tecnici esperti in qualità e valutazione dell'uva da tavola, ha determinato un valore qualitativo da 1 a 5 per tre diversi parametri (aspetto del grappolo, consistenza e sapore) e un giudizio complessivo per ciascuna selezione.

Quella organizzata è stata la VII mostra pomologica della Rete IVC a partire dal 2019, un appuntamento che è divenuto un importante momento di scambio per gli operatori del settore e per i tecnici impegnati nel breeding dell'uva da tavola, nonché una occasione per consentire agli stessi soci della Rete di partecipare attivamente alle scelte del settore.

Per maggiori informazioni:
Italian Variety Club
Nicola Borracci
+39 348 8711513


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