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Miguel Ángel Gómez, direttore generale di Afruex

Minore offerta e prezzi più alti coprono i costi produttivi delle drupacee

Mentre due settimane fa in Estremadura erano già disponibili volumi relativamente significativi di nettarine, la scorsa settimana le quantità sono già più consistenti e i volumi delle pesche stanno aumentando. Per quanto riguarda le susine, il prodotto più rappresentativo in Estremadura, in termini di volumi, si stima di raggiungere una produzione importante, a partire da metà giugno, con la raccolta di varietà come la Black Splendor e la Crimson.

"Le produzioni di nettarine e pesche hanno raggiunto un livello simile a quello della scorsa stagione, anche leggermente superiore. Va ricordato che i coltivatori dell'Estremadura rinnovano costantemente le loro varietà e, attualmente, puntano di più su nettarine e pesche Paraguayo", dice Miguel Angel Gomez, amministratore delegato di Afruex, l'Associazione dei frutticoltori dell'Estremadura.

Il calo della produzione nelle altre aree di coltivazione della Spagna, si traduce in vendite più regolari e prezzi elevati, che coprono l'aumento dei costi di produzione, una conseguenza dell'inflazione. "Tuttavia, se l'anno prossimo la produzione europea raggiungerà il pieno potenziale e questi costi verranno mantenuti, l'attività potrebbe diventare insostenibile", avverte Miguel Angel Gomez.

La campagna delle ciliegie è iniziata più di un mese fa nella valle del Jerte e, per il momento, si registrano buone vendite e prezzi accettabili, con una produzione inferiore del 20% rispetto a quella dello scorso anno. Altri areali spagnoli hanno subito i maggiori cali nella produzione a causa delle gelate, principalmente in Catalogna e Aragona.

"Sia nel caso delle ciliegie che delle drupacee, resta da vedere fino a che punto la Francia e l'Italia raggiungeranno le quantità abituali", dice Miguel Angel Gomez. "Siamo preoccupati per le difficoltà logistiche nell'esportare fuori dall'Ue, sia per la disponibilità di risorse che per l'alto costo. Si sta rivelando una vera sfida raggiungere mercati terzi come Brasile, Canada, Sudafrica e Paesi asiatici. Anche il trasporto terrestre verso i Paesi dell'Est europeo è molto difficile, a causa dei costi: in un anno come questo, in cui abbiamo volumi di frutta minori in Spagna, sembra che questi volumi saranno assorbiti dai mercati dell'Ue ma, se questa situazione globale della logistica persisterà e la produzione sarà quella solita, potremmo avere seri problemi il prossimo anno".

Come già discusso durante l'ultimo Comitato misto ortofrutticolo spagnolo-francese-italiano-portoghese, svoltosi di recente a Lisbona, l'amministratore delegato di Afruex ha anche ricordato "la necessità di reciprocità nelle regole per l'uso dei agrofarmaci per combattere i parassiti nelle colture, in modo che i produttori europei possano competere sui mercati dell'Ue alle stesse condizioni di quelli di Paesi terzi come Marocco, Turchia, Egitto o Algeria, dove vengono utilizzati prodotti a noi vietati e dove la produzione continua a crescere".

"Tra qualche anno ci ritroveremo con concorrenti che avranno rese migliori e costi di produzione molto più bassi e la possibilità di trasportare più lontano, grazie alla permissività della Commissione europea. Dovremmo sottostare tutti alle stesse regole. L'Ue non può lasciare l'approvvigionamento alimentare nelle mani dei Paesi terzi. Stiamo già vedendo cosa sta succedendo con l’energia", conclude Miguel Ángel Gómez.


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