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Intervento dell'esperto Gianluca Bagnara

Ristrutturazione del credito in agricoltura: la proposta deve essere migliorata

Il ministro alle politiche agricole Stefano Patuanelli pochi giorni fa è intervenuto alla Camera per descrivere i provvedimenti che il governo intende prendere per fronteggiare l'attuale situazione di crisi (clicca qui per il discorso integrale). Gianluca Bagnara, consulente ed economista del comparto agricolo, era già intervenuto sollecitando interventi immediati per dare ossigeno alle imprese e interventi strutturali nel tempo (cfr Freshplaza del 14/03/2022). 

"Circa la misura di ristrutturazione del credito - afferma Bagnara - alcune parti degli articoli secondo me andrebbero precisate meglio, per cui ho proposto un emendamento. Nel dettaglio, l'articolo sulla ristrutturazione dei crediti ha alcuni grossi limiti: non richiede pratiche particolari, per cui non sarà promosso; non specifica che l'azienda agricola può comunicare di avvalersi dell'art.19, per cui lascia troppa discrezionalità sulla procedura di accesso o attivazione della misura; non prevede il pre-ammortamento, ma lascia questo spazio alla fase di rinegoziazione; non richiama che dietro la garanzia Ismea c'è la garanzia illimitata dello Stato".

Foto d'archivio di Condifesa Ravenna: peschi e susini in fiore fra Forlì e Faenza

E continua: "Nonostante i limiti sulle modalità, il principio dell'articolo è fondamentale per traghettare le aziende nel breve periodo con una misura veloce che dia respiro finanziario, ma poi occorre accompagnare il sistema agroalimentare con misure strategiche mirate alla massima integrazione delle filiere. Questo soprattutto in uno scenario di alta inflazione dove si crea valore allungando al massimo l'indebitamento e investendo sui fondamentali cioè le materie prime (energia, terreno, cibo)".

Riguardo al PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza), c'è molta teoria e volontà di intenti, ma poca concretezza. A tal proposito Bagnara commenta: "Al momento, ancora le cose sono poco chiare". 

C'è la volontà di stanziare 1,5 miliardi di euro per l'installazione di pannelli fotovoltaici. E poi 1,2 miliardi di euro per l'attuazione dei contratti di filiera e di distretto; 800 milioni di euro per lo sviluppo della logistica; 880 milioni di euro per assicurare una maggiore efficienza dei sistemi irrigui. Possono sembrare tanti soldi, ma in realtà se fossero divisi equamente fra le 600mila imprese agricole italiane (clicca qui per la statistica 2017) lo stanziamento ammonterebbe a circa 5000 euro per impresa. 


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