Situazione siccità sempre più grave: due testimonianze dall'Emilia Romagna

La tempesta perfetta è in atto, ma senza pioggia

Mancano piogge serie da oltre tre mesi e si viene da un 2021 con deficit idrico del 40%: in Emilia Romagna, come in gran parte del centro nord d'Italia, la situazione è sempre più preoccupante. In campagna già non bastavano tutti i problemi dei rincari: ora l'ultima emergenza è la siccità.

"Abbiamo iniziato da pochi giorni l'irrigazione sugli spinaci - esordisce Gianpiero Valdinoci, titolare di Futuragri di Cesena - cosa mai successa a metà marzo. Ma nel volgere di pochi giorni dovremo intervenire anche sui fagiolini e sulla cipolla. Abbiamo eseguito le semine nelle scorse settimane e l'acqua è indispensabile per permettere la crescita delle piantine. Lo scorso anno avevamo avuto importanti problemi di siccità, quest'anno sono già gravissimi".

Futuragri coltiva circa 300 ettari, fra proprietà e affitto, nelle campagne di Cesena. Oltre a 130 ettari di fagiolini, le altre colture sono 100 ettari di cereali, 40 di cipolle, 20 di patate, 30 di spinaci e poi bietole e cicoria. 

Di fronte alla necessità di irrigare, i problemi principali che si pongono sono due: avere acqua a disposizione e i costi da affrontare. "Nella nostra zona abbiamo, quasi ovunque, il passaggio del Canale Emiliano Romagnolo per cui, fino a che nel canale c'è acqua, non abbiamo grossi problemi, ma so che il livello del Po è basso, per cui c'è allerta anche sulla disponibilità di risorsa idrica. Altro discorso invece sul fronte dei costi: irrigare è dispendioso, perché le pompe o consumano gasolio o energia elettrica e, con i tempi che corrono, si comprende bene che il bilancio aziendale rischia di andare in rosso".

Mancano materiali per gli impianti di irrigazione
L'Associazione nazionale delle bonifiche lancia un altro allarme: l'attuale congiuntura mondiale ha fatto schizzare alle stelle i costi dei tubi per creare le reti idriche secondarie, per cui molti cantieri rischiano di fermarsi.

"Il materiale usato per le tubazioni - si legge in una nota Anbi - si chiama PRFV (Plastica Rinforzata con Fibre di Vetro): tale prodotto è di provenienza o europea o turca ed è utilizzato per grandi tubazioni. In assenza di specifici interventi compensativi di prezzo, salteranno gli appalti. Va ricordato, inoltre, che il prezzo delle tubazioni in PVC è aumentato del 105%.Il PRFV è aumentato del 68%. L'eccezionalità degli aumenti riferiti a lavori contrattualizzati in anni pre-Covid impedisce, per altro, che tali rincari possano essere assorbiti dalle ditte appaltatrici con la conseguenza che, in attesa di specifici interventi compensativi, molti cantieri rischiano di essere sospesi. Stanti le attuali condizioni di mercato, la prospettiva è di non riuscire più a completare i lavori oltre ai ritardi già accumulati nella loro realizzazione.

Anche per le patate situazione preoccupante
Massimo Cristiani è il presidente di Selenella, e lui stesso è un coltivatore, per cui conosce molto bene la situazione. “Siamo messi male, molto male - dice preoccupato - perché nelle nostre zone non piove da circa 100 giorni. Si sta verificando la tempesta perfetta, con una congiuntura che ha fatto schizzare alle stelle i costi di produzione e con il meteo che, senza pioggia, ci obbliga a trovare altre vie, costose ovviamente".

"Credo che tutti ormai siano al corrente che, in campagna, il costo dei concimi è quadruplicato, così come quello degli antiparassitari e di tutti i materiali necessari: tubi per irrigare, tessuti per proteggere dalle gelate, teli, acciaio e vetro per le serre, tanto per fare qualche esempio. E difficilmente i nostri clienti, che per lo più sono le grandi catene dei supermercati, ci riconosceranno un prezzo aumentato per coprire simili costi”.


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