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Andries Pretorus – Label Pro

C'è confusione nell'industria sudafricana circa le etichette da apporre sulla frutta

Dall'inizio di quest'anno, le etichette convenzionali in polipropilene, apposte direttamente su frutta e verdura, sono vietate in Francia e nelle Fiandre, a meno che non siano composte in parte o in tutto da materiali "di origine biologica", con l'obiettivo finale di produrre etichette che siano compostabili in casa, entro il 2025.

L'etichettatura dei frutti è più diffusa nell'industria degli agrumi che nella frutta decidua

Per quanto riguarda le pomacee, l'etichettatura è utilizzata solo per la commercializzazione del marchio, ma per l'industria degli agrumi l'etichettatura diretta è importante, soprattutto per la frutta che va in esposizione. Molta frutta per l'Estremo Oriente deve essere etichettata, così come quella per il Canada, che reca etichette Price Look-Up (PLU) da utilizzare alla cassa.

La sudafricana Citrus Growers' Association (CGA) ha consigliato ai suoi membri di eliminare tutti gli adesivi non compostabili dalla metà del 2022, ma osserva: "La direttiva UE sulla gestione degli imballaggi e dei rifiuti d’imballaggio viene applicata in modo diverso dai singoli Stati membri".

Al momento, infatti, le tradizionali etichette sono vietate solo in Francia e nelle Fiandre, mentre anche la Spagna dovrebbe seguire l'esempio.

Andries Pretorius, amministratore delegato della Label Pro, azienda di produzione di etichette compostabili per frutta, con sede a Nelspruit, concorda sul fatto che vi sia confusione su come viene applicata la normativa sulle etichette di plastica, nonché sulla distinzione tra compostabilità industriale e compostabilità domestica.

Come riportato dalla CGA nella sua newsletter del 25 febbraio, sembra che sia stato concesso più tempo per adattarsi ai più rigorosi requisiti di compostabilità domestica delle etichette.

Maggiore diffusione di etichette compostabili
Andries, e altri operatori del settore dell'imballaggio contattati da FreshPlaza, sono scettici riguardo alle affermazioni di alcuni esportatori di avere una deroga al divieto di fornire ancora etichette di plastica per frutta negli Stati membri.

Da cinque anni, la Label Pro fornisce etichette compostabili ad alcuni dei più grandi nomi dell'industria agrumicola. A dimostrazione del suo impegno per l'ambiente e per una produzione responsabile, la Label Pro è certificata FSC COC (SGSCH-COC-600019), che significa utilizzare per la produzione carta FSC, quando possibile.

"La scorsa stagione, abbiamo convertito 300 milioni di etichette di frutta su materiale Bio-Label©, che equivale a 150 km2 di materiale che ha sostituito l'equivalente materiale in polipropilene non riciclabile. La stagione degli agrumi si avvicina, e vediamo che alcuni esportatori sono favorevoli alla conversione del supporto in un materiale compostabile, che è comunque la cosa giusta da fare".

L'adesivo impedisce la compostabilità domestica
Andries spiega che un'etichetta è composta da tre parti: l’adesivo, un supporto e l'inchiostro (che costituisce meno del 4% dell'etichetta).

"Attualmente, l'adesivo dell'etichetta è ciò che impedisce ad essa di essere un materiale compostabile a casa", afferma Andries. “Lo strato superiore soddisfa già i criteri di compostabilità domestica, come da standard TÜV”.

Alla fine di febbraio, la CGA ha dichiarato: "Recentemente, abbiamo appreso che questa legge è stata leggermente modificata per consentire l’utilizzo di un adesivo standard ad uso alimentare, quindi la parte adesiva dell'etichetta non deve soddisfare gli standard di compostaggio richiesti dal mercato francese, poiché sono piuttosto difficili da raggiungere".

Sono attualmente in corso dei trial da parte di aziende come la Avery Dennison, per ottenere la compostabilità domestica dell'adesivo che sarà raggiunta sicuramente entro i prossimi 12-18 mesi.

Andries aggiunge che esiste un sottoprodotto associato all'etichettatura spesso trascurato, ossia il rivestimento su cui vengono presentate le etichette al cliente.

"Finora, questo rivestimento non era riciclabile, in Sudafrica, a causa del suo strato siliconato, ma siamo orgogliosi di aver appena completato la prima stagione di un nuovo progetto per il riciclo di questo rivestimento. Siamo riusciti a recuperare circa 10 tonnellate di liner dai nostri clienti, che ora stanno per essere riciclate localmente”.

È la prima volta in Sudafrica, osserva Andries, e oltre ad aiutare gli impianti di confezionamento a smaltire i rifiuti associati agli imballaggi, fa guadagnare loro punti per il riciclaggio nell’audit ambientale Siza.

Riciclaggio dei rivestimenti per etichette, precedentemente scartati dagli impianti di confezionamento

Andries ritiene che, finora, la questione etichettatura sia stata ampiamente ignorata dal settore e, per questo, prevede molte difficoltà in futuro.

"Ci sono anche molte persone che si preoccupano del costo: un'etichetta compostabile ha un prezzo che è circa il doppio di un'etichetta in polipropilene. Al momento, non abbiamo problemi con le materie prime per la produzione delle etichette ma, nel corso dell'anno, prevediamo alcune carenze nell’approvvigionamento, a causa dei disordini in Europa e al fatto che le spedizioni nel mondo sono ancora molto difficili".

Per maggiori informazioni:
Andries Pretorius
Label Pro
Tel: +27 13 758 2329
Email: labelpro@labelpro.co.za
https://labelpro.co.za/


Data di pubblicazione:



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