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Stefano Giammatteo, presidente Aspal Lazio

"Il lavoro dell'agricoltore è fondamentale per sfamare i popoli del mondo"

Anche le aziende agricole del Lazio, come quelle di tutta Italia, si trovano ad affrontare una situazione attuale molto complicata. "Oltre ai reiterati problemi del crollo dei prezzi all'origine, che registriamo ormai da tempo, si sono aggiunte le avversità atmosferiche degli ultimi anni: gelate primaverili, grandinate e venti forti. Solo nelle ultime stagioni agricole, abbiamo già perso ingenti quantitativi di kiwi, uva, pesche e tante altre produzioni. Il nostro settore ortofrutticolo è sempre stato uno dei comparti più fiorenti a livello europeo, sia per qualità sia per volume".

Così Stefano Giammatteo, presidente dell'Associazione produttori agricoli del Lazio (Aspal), un movimento autonomo di rappresentanza del settore agricolo e dell'indotto, nato per salvaguardare tutto il comparto agricolo, ambientale e forestale (cfr. FreshPlaza del 28/12/2009). Sono 600 gli associati, particolarmente vocati all'ortofrutta, alla viticoltura, all'olivicoltura, e - in piccola parte - al settore florovivaistico e al comparto boschivo. 

"Di fronte a queste problematiche, mai affrontate con interesse e competenza dalla politica italiana in generale, ormai stiamo perdendo competitività nei mercati europei e mondiali. Facciamo fatica a trovare anche manodopera qualificata per svolgere le mansioni che servono quotidianamente in campagna. E, come se non bastasse, l'assunzione di quei pochi braccianti che sono rimasti in agricoltura è sempre più costosa e gravata da adempimenti burocratici".

"La ciliegina sulla torta, adesso, è arrivata con la guerra in Ucraina, che ha contribuito a far lievitare i costi fissi di produzione. Parliamo di un aumento del 50% per il gasolio agricolo, costi dell'energia elettrica incrementati di oltre la metà, costi dei fertilizzanti cresciuti del 100% e quelli dei fitofarmaci di circa il 50% - aggiunge Giammatteo - Non c'è al momento un articolo che vada bene. Tutti i prodotti ortofrutticoli hanno subito un brusco stop, subito dopo l'inizio della guerra. Forse, chi di dovere ancora non si è reso conto che il lavoro dell'agricoltore è fondamentale per sfamare i popoli del mondo. Di conseguenza, se non si ritorna ad avere il diritto al cibo, e al contempo il dovere di produrlo, le conseguenze saranno gravi e irreversibili".

Il messaggio dell'Aspal Lazio alle istituzioni è chiaro: "Incentivate e difendete la sovranità alimentare in ogni Paese europeo. Inoltre: no alla guerra!", conclude Giammatteo.

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